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Piste ciclabili a Cuneo, tra riconoscimenti e criticità: il dibattito in Consiglio comunale
Il dibattito in Consiglio comunale ha riacceso i riflettori sulla sicurezza e sulla fruibilità della rete ciclabile cuneese

La città ha ottenuto per l’ennesima volta la “bandiera gialla” della FIAB, ma i consiglieri di minoranza puntano il dito su segnaletica, percorsi interrotti e promiscuità con i pedoni. L’assessore Pellegrino risponde con i dati: 1,8 milioni di passaggi annui e soli sei incidenti in media.

Cuneo si conferma città amica delle due ruote, ma il riconoscimento non basta a mettere a tacere le polemiche. Nella seduta del Consiglio comunale del 22 giugno 2026, l’interpellanza n. 8 presentata dal consigliere Paolo Armellini ha aperto un confronto serrato sullo stato delle piste ciclabili cittadine: non tanto sulla loro estensione quanto sulla qualità, la sicurezza e la reale fruibilità quotidiana.

Il paradosso di partenza è tutto qui: la città ottiene per l’ennesima volta la bandiera gialla FIAB — il riconoscimento assegnato ai comuni che investono nella mobilità ciclistica — eppure dal banco della minoranza arrivano segnalazioni concrete e difficili da ignorare. L’assenza di segnaletica adeguata in zone come San Rocco, i percorsi che si interrompono costringendo i ciclisti a immettersi nel traffico veicolare (accade in via Valle Po, Madonna dell’Olmo, nei collegamenti con Passatore), le velocità ben oltre i limiti registrate sul viadotto Soleri — dove le auto transitano a 65 km/h nonostante il limite fissato a 40 — compongono un quadro che stona con la medaglia appena ricevuta.

«I percorsi ciclopedonali promiscui sono una fonte di conflitto continuo», hanno sottolineato le consigliere Toselli e Isoardi, indicando in particolare corso Dante e corso Bassignano, dove pedoni, bambini, cani e ciclisti si trovano a condividere spazi angusti, con esiti che vanno dall’incidente sfiorato allo scontro verbale. A questa preoccupazione si è aggiunta quella per i monopattini elettrici, silenziosi e rapidi, spesso guidati senza rispettare senso di marcia e norme del codice della strada. Il consigliere Bongiovanni ha poi preso di mira la geometria dell’attuale percorso di via Valle Po — definito un “otto volante” — chiedendo che in futuro si punti su piste a piano strada separate da cordolo, più sicure e intuitive per l’utente.

L’assessore Pellegrino ha risposto con i numeri in mano. Grazie a 17 contabici installati in città, il Comune ha registrato circa 1,8 milioni di passaggi annui, con una stima che supera i 2,5 milioni considerando le tratte non monitorate. A fronte di questo traffico, la media annua di incidenti si ferma a sei. I dati del programma “Bike to work”, ha aggiunto l’assessore, restituiscono una valutazione media della sicurezza percepita di 4 su 5 tra chi usa la bici regolarmente. La tesi dell’amministrazione è che molte delle criticità segnalate derivino non da carenze strutturali ma dal mancato rispetto delle regole — da parte di ciclisti, pedoni e automobilisti.

Sul fronte degli investimenti, Pellegrino ha annunciato uno stanziamento di 3,5 milioni di euro — fondi MASE/PNCA — destinati a migliorare l’accessibilità della città. Nel mirino ci sono i collegamenti con Borgo Gesso (rotonda di via Porta Mondovì), Madonna dell’Olmo (via Torino), Cerialdo e Confreria nell’ambito del progetto “Piemonte in Bici“, Bombonina e Madonna delle Grazie.

A chiudere il dibattito è stato lo stesso Armellini, che ha insistito su due fronti: la necessità di audit di sicurezza condotti da soggetti esterni e il rilancio di percorsi di educazione stradale nelle scuole e tra la cittadinanza, citando come esempi virtuosi le passate collaborazioni con la Michelin e la Polizia Locale.