Piemonte, via libera alla legge sulle emergenze: colmato un vuoto normativo che durava dal 1978
Il Consiglio regionale ha approvato il Ddl 141: la Regione potrà dichiarare in autonomia lo stato di emergenza nei casi non fronteggiabili con gli strumenti ordinari
Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato questa mattina, 9 giugno, il Disegno di Legge n. 141, recante “Disposizioni urgenti in materia di dichiarazione e gestione dello stato di emergenza di rilievo regionale”. Un provvedimento atteso, che aggiorna un impianto normativo fermo al 1978 e risponde a un’esigenza sempre più pressante: quella di disporre di strumenti adeguati di fronte a eventi calamitosi che si fanno, anno dopo anno, più frequenti e intensi.
«Gestire oggi le emergenze significa affrontare eventi che purtroppo non sono più quelli di un tempo», ha osservato l’assessore regionale alla Protezione Civile Marco Gabusi. «Il cambiamento climatico sta rendendo fenomeni atmosferici ed eventi calamitosi sempre più frequenti e intensi. Per questo era necessario dotare il Piemonte di uno strumento normativo moderno, capace di garantire risposte rapide ed efficaci ai territori».
La novità centrale è che il Piemonte potrà d’ora in poi dichiarare in autonomia lo stato di emergenza regionale nei casi in cui gli eventi, per natura, intensità o estensione, non siano fronteggiabili con i normali strumenti di intervento. Il provvedimento recepisce le indicazioni del Codice nazionale della Protezione Civile (Decreto Legislativo n. 1/2018) e riconosce alla Giunta regionale e al presidente della Regione la possibilità di adottare misure straordinarie e ordinanze di protezione civile per tutelare la pubblica incolumità.
Sul piano operativo, la legge fissa anche i limiti temporali dell’emergenza: lo stato potrà durare al massimo dodici mesi, prorogabili per ulteriori dodici, con l’obbligo di individuare fin dall’inizio l’ambito territoriale interessato, le prime misure urgenti e la struttura regionale di coordinamento.
«La novità più importante è che il Piemonte potrà dichiarare in autonomia lo stato di emergenza regionale», ha sottolineato Gabusi. «Questo consentirà di snellire i tempi, rafforzare il coordinamento e intervenire con maggiore tempestività a sostegno delle comunità colpite». Il consigliere regionale Claudio Sacchetto, relatore del provvedimento, ha ricordato come l’assenza di questa disciplina avrebbe inciso negativamente sulla capacità della Regione di attivare in modo completo le misure e le risorse destinate al superamento delle crisi, con riflessi diretti sulle popolazioni colpite.
La norma si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento del ruolo delle Regioni nella gestione delle emergenze territoriali, in coerenza con l’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce alla legislazione concorrente la materia della protezione civile.

