Piazza Europa, dai cedri salvati al “rifugio climatico”: la proposta della lista civica
Cuneo per i Beni Comuni rilancia dopo la battaglia per gli alberi: de-pavimentazione, fontane e nebulizzatori per trasformare la piazza in un’oasi urbana contro il caldo. I fondi? Europei
Quarantotto gradi sul lastricato, ventotto nell’aiuola sotto i cedri. Sei gradi in meno nell’aria circostante. Sono i dati che la lista civica Cuneo per i Beni Comuni dice di aver misurato lo scorso anno durante un rilevamento sul campo in una giornata torrida, e sono i numeri da cui parte oggi la sua proposta per il futuro di Piazza Europa.
L’idea, avanzata dal gruppo, si chiama “rifugio climatico” — definizione già in uso nella pianificazione urbana europea per indicare spazi ripensati per offrire ombra, frescura e ristoro durante le ondate di calore, pensati in particolare per anziani, bambini e fasce fragili della popolazione. La lista sostiene che Cuneo abbia già, con i cedri preservati dalla mobilitazione cittadina degli scorsi anni, l’infrastruttura verde su cui costruire qualcosa del genere in pieno centro.
Il progetto che i promotori delineano prevede tre direttrici. La prima è l’estensione delle zone alberate e la de-pavimentazione delle aree sterili, sostituendo asfalto e lastre con suolo permeabile, meno soggetto all’accumulo di calore. La seconda è la creazione di fontane, punti acqua pubblici e sistemi di nebulizzazione integrati nel verde. La terza riguarda l’arredo urbano: panchine posizionate strategicamente all’ombra dei cedri, per rendere la piazza fruibile anche nelle ore più calde.
Sul fronte economico, la lista indica come possibile leva i fondi europei e nazionali destinati al contrasto alle isole di calore e all’adattamento climatico delle città — finanziamenti che, secondo i promotori, potrebbero coprire una trasformazione strutturale e non meramente estetica.
La proposta arriva in un momento in cui il tema della vivibilità estiva delle città italiane è tornato al centro del dibattito, con diverse amministrazioni che stanno sperimentando soluzioni analoghe. A Cuneo, il punto di partenza indicato dalla lista civica sarebbe un patrimonio arboreo già esistente — e già difeso.

