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Palaghiaccio di Limone, la consigliera Marro interroga la Regione: “I fondi non vadano persi”
Ottobre 2022: il sindaco di Limone Massimo Riberi e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio alla firma dell'accordo di programma per la riqualificazione dell'ex Palaghiaccio.

Giulia Marro chiede chiarezza sullo stato dei lavori di riqualificazione dell’ex palazzetto e sul contributo da 1,5 milioni di euro stanziato dalla Regione Piemonte. Sullo sfondo, i timori per una possibile procedura di liquidazione giudiziale della ditta appaltatrice.

Limone Piemonte.  C’è un cantiere fermo, o quasi, alle porte delle Alpi Marittime. E c’è un contributo pubblico da 1,5 milioni di euro che rischia di rimanere sospeso nel vuoto. È la situazione dell’ex Palaghiaccio di Limone Piemonte — il Centro Sportivo Polivalente in Regione Meani, località “Ex Preventorio” — al centro di un’interrogazione presentata dalla consigliera regionale Giulia Marro alla Giunta del Piemonte.

L’atto ispettivo chiede di sapere a che punto siano i lavori, quali risorse regionali siano già state impegnate, liquidate e rendicontate, se esistano criticità o varianti intervenute nel corso dell’opera e quale sia oggi il cronoprogramma aggiornato per completamento, collaudo e apertura al pubblico.

“Non si tratta di polemica, ma di capire con precisione come la Regione intenda tutelare un investimento importante per Limone e per tutto il territorio montano cuneese”, dichiara Marro. La preoccupazione concreta riguarda la ditta incaricata dei lavori: da più parti circolerebbero voci su una possibile procedura di liquidazione giudiziale. Un’eventualità che, se confermata, potrebbe bloccare il cantiere a tempo indeterminato e mettere a rischio l’intero finanziamento.

La storia di questo edificio è lunga quanto la sua incompiutezza. L’ex Palaghiaccio risale agli anni Novanta e da allora è rimasto al centro del dibattito locale senza mai trovare una destinazione definitiva: usato come magazzino per i mezzi sgombraneve, poi adattato per il basket, infine lasciato in uno stato di abbandono che nel 2019 lo aveva fatto ribattezzare, con ironia, “Palanulla” dallo stesso presidente regionale Alberto Cirio. Nel ottobre 2022, la svolta: Cirio e il sindaco Massimo Riberi firmarono l’intesa per l’accordo di programma, con un investimento complessivo che avrebbe sommato ai fondi regionali altri 1,1 milioni tra risorse comunali (600mila euro) e finanziamenti privati (500mila). L’obiettivo era un palazzetto polivalente capace di ospitare sport indoor, concerti, eventi e di fungere da struttura strategica in caso di calamità naturali.

A distanza di quasi tre anni, però, quella firma sembra lontana. Limone è un territorio che ha accumulato una serie di contraccolpi difficili: le conseguenze degli eventi alluvionali, i disagi nei collegamenti, la vicenda infinita del traforo del Tenda. “Non possiamo permettere che anche un’opera già finanziata, attesa e collegata a nuove attività sportive venga messa a rischio da problemi amministrativi o aziendali non governati per tempo”, insiste Marro, che ricorda anche come eventuali appuntamenti sportivi già in programma nella struttura potrebbero essere stati annullati o rinviati proprio a causa dei ritardi.

L’interrogazione punta quindi a ottenere risposte chiare: non solo sullo stato dei lavori, ma sul destino dei fondi pubblici e sulle iniziative che la Regione intende adottare per evitare che un’infrastruttura strategica per la destagionalizzazione turistica della Valle Vermenagna resti bloccata in un limbo amministrativo.