Marro e Ravinale (AVS): «Le aziende dell’acqua minerale riducano i prelievi»
Le due consigliere regionali chiedono un gesto concreto di responsabilità territoriale: tagliare volontariamente del 25% le estrazioni estive e rendere pubblici i dati sui volumi prelevati
L’appello dell’ATO 4 Cuneese alla cittadinanza perché limiti il consumo d’acqua potabile agli usi essenziali ha acceso un dibattito che va oltre le docce più brevi e i rubinetti chiusi mentre si lavano i denti. Marro e Ravinale alzano la voce e allargano il perimetro della responsabilità: «L’appello è giusto, ma non può ricadere solo sulla cittadinanza».
Le due esponenti politiche rivolgono un invito diretto alle aziende che imbottigliano acqua minerale nel Cuneese: ridurre volontariamente, per tutto il periodo estivo, i prelievi dalle sorgenti e dalle falde, in accordo con gli enti competenti, e rendere pubblici i dati sui volumi estratti e sulle eventuali misure adottate.
I numeri che citano sono tutt’altro che simbolici. Una riduzione del 25% dei prelievi estivi potrebbe restituire alle falde e alle sorgenti del territorio decine di milioni di litri d’acqua: nello scenario più prudente, l’equivalente di oltre due settimane di consumo domestico per una città di diecimila abitanti.
La proposta non vuole mettere in discussione il valore economico di queste attività per il territorio, precisano, ma affermare un principio di equità: quando la risorsa scarseggia, lo sforzo deve essere condiviso. Se ai cittadini si chiede di rinunciare agli usi non essenziali, anche le imprese che dall’acqua traggono valore economico devono contribuire con trasparenza e solidarietà.
La crisi idrica, concludono Marro e Ravinale, non si affronta con misure simboliche. È il risultato di responsabilità multiple e richiede una gestione più equa, pubblica e responsabile della risorsa, a cominciare dai mesi più critici dell’anno.

