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L’ultimo rintocco da “Mindino”: Peveragno saluta Dino e Nora, custodi di una storia lunga 58 anni

Tra i ricordi di mamma Teresina e papà Bartolomeo, la storica tabaccheria di via Piave passa di mano. Un passaggio di testimone generazionale che profuma di nostalgia e nuovi inizi

Domani (mercoledì 1° luglio 2026) Peveragno si sveglierà un pochino più sola. Dopo 58 ininterrotti anni di attività, infatti, dietro il bancone della storica tabaccheria cartoleria “Mindino” di via Piave, per la prima volta, non ci sarà un componente della famiglia TassoneBernardino Tassone (per tutti Dino) e la moglie Nora hanno infatti ceduto l’attività e il negozio, la cui serranda si alzò per la prima volta il 18 giugno 1968 per volontà di Bartolomeo e Teresina (conosciuta come Mentina o Nina) Tassone, genitori di Dino. In questi quasi sessant’anni, è persin superfluo sottolinearlo, l’attività ha servito intere generazioni di Peveragnesi (e non solo), diventando un autentico punto di riferimento non solo per i consumatori di tabacco, ma anche e soprattutto, vista la vicinanza con le scuole, per tanti bambini e ragazzi e per i loro acquisti “last minute” di una matita, di un quaderno o di quella caramella in grado di rendere più dolce l’ingresso in classe.

Nella gestione del negozio, Dino entrò ufficialmente nel 1994, in seguito alla scomparsa del padre. All’epoca lavorava come camionista, ma di fronte a uno di quei bivi a cui spesso la vita ci mette di fronte, scelse di assecondare la volontà dei genitori che a quell’attività tenevano così tanto. Appese così il volante al chiodo per affiancare la mamma in negozio: “non potevo deluderla”. Al suo fianco, in questi trent’anni, la moglie Nora, di origini filippine, che con il suo sorriso ha saputo conquistare il cuore dei peveragnesi e che Dino definisce scherzosamente come “la grande lavoratrice della famiglia”. Ma un ricordo speciale oggi non può non andare a mamma Teresina, per una vita intera colonna portante dell’attività, rimasta dietro il bancone fino a quando la salute glielo ha permesso, anche dopo essere stata colpita da un ictus. Quel contatto con la gente, che ne aveva contraddistinto l’esistenza, continuava a farla sentire viva e lo ha fatto fino all’agosto del 2021, quando le complicazioni del Covid se la portarono via.

Per Dino e Nora ora si apre dunque un nuovo e altrettanto affascinante capitolo della vita con la possibilità, perché no, di trascorrere l’inverno al caldo nelle Filippine, ma con il cuore sempre rivolto a Peveragno, dove le radici sono troppo profonde per essere recise. “Un po’ mi dispiace, perché quella che lascio è una creatura di mia madre”, confessa Dino con emozione, “ma è giusto che, dopo 47 anni di lavoro (compresi i 17 nelle Filippine ndr) ora Nora si riposi”. Per celebrare la fine di questo lungo viaggio, in negozio in questi giorni è comparso un cartellone che ne riassume l’essenza: “1968-2026: 58 anni insieme, Nora e Dino”. Un’immagine che racchiude in sé i cambiamenti di un mondo, di un paese e di un’attività passati, come ci dice Dino, “così velocemente dalle 50 lire della cancelleria per i bimbi alle moderne sigarette elettroniche”.

Ora la sfida passa a Desirée, una giovanissima ragazza, che con coraggio, nuovi sogni e quella sana esuberanza tipica dei vent’anni, ha rilevato la licenza per condurre lei il timone nella prosecuzione del cammino di questa storica attività. Dino e Nora le saranno accanto ancora per un po’, per insegnarle non solo i segreti del mestiere, ma anche e soprattutto il valore di quel legame con le persone che è il vero tesoro di un paese che oggi saluta quei due volti amici, con la consapevolezza che, sebbene i negozi e le insegne inevitabilmente cambino nel tempo, certe storie resteranno impresse per sempre nella sua memoria collettiva.