Liste d’attesa nel Cuneese, la consigliera Marro (AVS): «Da AGENAS nessun avallo formale al modello preliste»
Dopo la risposta ricevuta in Consiglio regionale, la consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra torna sulle criticità del sistema di prenotazione sanitaria e chiede procedure trasparenti e tracciabili.
La risposta è arrivata, ma secondo la consigliera regionale Giulia Marro non ha chiuso la questione. Dopo il Question Time presentato in Consiglio regionale, la rappresentante di Alleanza Verdi e Sinistra ha diffuso un comunicato in cui sottolinea che dalla risposta ricevuta — fornita in aula per conto dell’assessore Riboldi — non risulterebbero indicazioni formali di AGENAS alla Regione Piemonte volte ad assumere il cosiddetto modello cuneese delle preliste come riferimento regionale o nazionale.
La vicenda, spiega Marro nel comunicato, nasce da segnalazioni ricevute negli ultimi mesi dal territorio cuneese: appuntamenti fissati oltre i tempi previsti dalla classe di priorità, richiami mai arrivati, verifiche di appropriatezza comunicate direttamente ai pazienti invece che ai medici prescrittori, come invece prevede la normativa.
«Sono stanca di assistere a una vicenda in cui una dichiarazione smentisce l’altra, un giornale riporta una versione e un’aula istituzionale ne restituisce un’altra», scrive la consigliera, precisando che il suo obiettivo non è stato individuare responsabilità personali, ma capire «cosa abbia funzionato e cosa no, e soprattutto garantire ai cittadini procedure trasparenti e diritti esigibili».
Nel comunicato Marro cita anche il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa 2025–2027, che configura la prelista come strumento eccezionale da attivare solo quando il CUP non riesce a individuare una disponibilità compatibile con la classe di priorità assegnata. In quel caso il paziente dovrebbe essere richiamato entro termini precisi: 5 giorni per le priorità B, 10 per le visite in priorità D, 15 per la diagnostica in D, 20 per le priorità P. Un orientamento che, secondo la consigliera, va nella direzione giusta.
Il punto critico, a suo avviso, non è l’esistenza di una presa in carico, ma l’assenza di regole certe e verificabili. «Una prelista può essere uno strumento utile solo se serve a tutelare concretamente la persona», scrive Marro, «non se sostituisce una prenotazione reale o rende meno leggibile il tempo di attesa.»
Dalla risposta fornita in aula emerge che con AGENAS esiste un’interlocuzione costante su diversi temi e che eventuali comunicazioni ufficiali verranno rese note tempestivamente dalla Regione. Le questioni sollevate — sul funzionamento del CUP, sulla tracciabilità delle prenotazioni, sul dialogo tra specialisti e medici di base — restano per ora aperte.

