annuale arma
|L’Arma dei Carabinieri di Cuneo celebra il 212° Annuale di Fondazione: arresti in aumento del 49%
Presso la Caserma Gonzaga il Colonnello Marco Piras traccia il bilancio delle attività nella Granda: focus sul “Codice Rosso”, contrasto alle truffe e le grandi operazioni dell’ultimo anno
Nella mattinata di venerdì 5 giugno 2026, presso la Caserma Gonzaga, i Carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo hanno celebrato la ricorrenza del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, alla quale hanno preso parte autorità civili, religiose e militari del territorio, nonché una nutrita rappresentanza di giovani studenti.
Dopo aver reso omaggio ai Caduti ed aver dato lettura dei messaggi augurali del Sig. Presidente della Repubblica, del Sig. Ministro della Difesa e del Sig. Comandante Generale dell’Arma, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, Colonnello Marco Piras, ha indirizzato ai presenti i saluti di tutti i Carabinieri della provincia in servizio ed in congedo. Nell’occasione ha tracciato un bilancio dell’attività svolta durante l’anno trascorso.
Il Comando Provinciale, articolato su 8 Compagnie e 75 Stazioni, con una forza complessiva di circa 900 militari, a fronte di una carenza di personale temporaneamente acuitasi ed attualmente pari al 15,4%, con particolare riferimento agli ufficiali di polizia giudiziaria, ha registrato una minima flessione del numero dei servizi esterni preventivi, pari a circa il 3%, ed ha in compenso agito con somma efficacia, aumentando il numero dei provvedimenti restrittivi ovvero degli arresti addirittura del 49% ed incrementando progressivamente il numero delle misure di prevenzione applicate.
Il territorio, molto esteso, non presenta dinamiche criminali eccessivamente aggressive, ma è pur sempre soggetto alla loro radicazione, ragion per cui l’allerta rimane sempre elevata. I reati contro il patrimonio come i furti sono molto diffusi e tra i più patiti, ma più numerosi sono quelli relativi agli stupefacenti e soprattutto al contesto del c.d. codice rosso, caratterizzato da odiosi reati commessi in ambito interpersonale ed intrafamiliare.
Sul fronte della prevenzione sono state anche svolte pattuglie congiunte nell’area vicino al confine insieme ai colleghi della Gendarmeria Nazionale Francese sulla base di un protocollo sottoscritto dai due Ministeri dell’Interno e sviluppate mirate iniziative con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sulle insidie di alcuni fenomeni delittuosi, in primis, la campagna di informazione contro le truffe in danno delle persone fragili, che ha visto la realizzazione di volantini informativi scritti anche in dialetto piemontese ed organizzati incontri, tenuti dai Comandanti di Compagnia e di Stazione, con le categorie più esposte presso associazioni, parrocchie, circoli, fondazioni e in occasione di eventi pubblici.
Numerosi incontri si sono tenuti presso gli istituti scolastici sul tema della legalità, perché anche una forza di polizia può dare un contributo per la formazione delle nuove generazioni, soprattutto con riferimento ai pericoli che già in giovane età queste trovano sul loro cammino.
Nell’ultimo anno sono state condotte numerose operazioni, tra le quali si evidenziano:
Yeti, giugno 2025, del reparto operativo, che ha sgominato un sodalizio criminale responsabile di decine di furti in appartamento, concentrati principalmente tra Piemonte e Veneto; 13 arresti;
Djali, luglio 2025 con lo smantellamento di una fitta rete criminale di nazionalità albanese dedita allo spaccio, alla produzione e alla coltivazione di stupefacenti nel Braidese e in altre aree del Piemonte: 11 arresti, oltre 1 tonnellata di cannabis e marijuana sequestrata complessivamente ed 800 grammi di cocaina;
Per mano, ottobre 2025, che ha portato alla luce gravissimi e sistematici maltrattamenti, violenze e privazioni commessi ai danni di persone disabili gravi ospitate all’interno di una struttura assistenziale residenziale. 17 misure cautelari personali eseguite dai militari;
coffee&coca, attività antidroga condotta dalla Compagnia dei Carabinieri di Mondovì e culminata a fine febbraio 2026. 14 misure cautelari complessive eseguite dai militari, oltre 8 chili di droga sequestrati complessivamente durante il blitz, alcune delle quali oggetto anche dell’attenzione nazionale.
Un’attività che ha visto i Carabinieri operare, oltre che nel tradizionale settore dell’ordine della sicurezza pubblica, anche in quelli della sicurezza ambientale, del lavoro, informatica, sanitaria e stradale.


