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Fondazione CRC, la sindaca Manassero: «Perplessità sull’ingresso in La Stampa»
Il Consiglio Comunale di Cuneo ha dedicato ampio spazio alla Fondazione CRC nella seduta del 22 giugno 2026.

Il Consiglio Comunale di Cuneo ha discusso l’acquisizione del 5% del quotidiano da parte della Fondazione. Borgna nominato nel CdA senza che l’amministrazione fosse informata. A luglio audizione dei vertici.

La seduta del Consiglio Comunale del 22 giugno ha messo al centro del dibattito la Fondazione CRC, attraverso due interpellanze presentate dai consiglieri Boselli e Sturlese. Il tema principale è stato l’acquisizione da parte della Fondazione di una quota del 5% del capitale sociale del quotidiano La Stampa.

La sindaca Patrizia Manassero ha espresso forti perplessità sull’operazione, sottolineando come sia inopportuno che capitali di natura pubblica entrino in una testata giornalistica privata, la quale per sua natura non può garantire neutralità. Sul fronte dell’opposizione, il consigliere Boselli ha contestato la mancanza di comunicazione preventiva al Consiglio, ricordando che la Fondazione è un bene della collettività e non degli amministratori che la guidano. Il consigliere Lauria ha sollevato preoccupazioni di ordine finanziario sull’investimento in un settore editoriale in crisi, mentre Sturlese ha definito l’operazione una «spericolata operazione di potere», rilevando un’interferenza della politica regionale attraverso la nomina nel CdA del giornale di Giuliana Cirio, sorella del presidente della Regione, e di Federico Borgna.

Proprio la nomina dell’ex sindaco Borgna nel CdA de La Stampa ha rappresentato uno dei punti di maggiore tensione. Manassero ha definito la nomina una «sorpresa», precisando che non era stata condivisa con l’amministrazione. Ha inoltre riferito che Borgna avrebbe accettato l’incarico a condizione che venisse istituito un blind trust per evitare conflitti di interesse tra il suo ruolo in Fondazione e la partecipazione nella società editoriale; in assenza di tale garanzia, l’ex sindaco potrebbe dimettersi dall’incarico.

Nel corso della seduta si è discusso anche della proposta di modifica dello Statuto della Fondazione CRC, che prevedeva l’estensione del mandato del presidente e del Consiglio Generale da quattro a sei anni. La sindaca si è opposta con fermezza, per evitare un disallineamento con i cicli delle amministrazioni territoriali. Durante i lavori è stato comunicato che il Consiglio Generale ha accolto le osservazioni dei sindaci, confermando la durata dei mandati a quattro anni.

L’opposizione ha chiesto maggiore trasparenza e l’audizione dei vertici della Fondazione. La sindaca si è impegnata a convocare il presidente Mauro Gola e Federico Borgna in commissione consiliare o in conferenza dei capigruppo entro luglio, per un approfondimento degli aspetti tecnici e politici delle vicende emerse.