Confindustria ad Alba: export, energia e competenze per il manifatturiero piemontese
Oltre 600 imprenditori ad Alba per l’assemblea congiunta di Confindustria Piemonte e Cuneo. Sul tavolo export, energia e Made in Piemonte. Orsini e Cirio tra i relatori. Amalberto: “Difendiamo questa capacità produttiva”.
Alba ha ospitato venerdì l’assemblea congiunta di Confindustria Piemonte e Confindustria Cuneo, con oltre 600 presenti al Teatro Sociale. Il titolo scelto — Made in Italy, Made in Piemonte. L’industria che fa la storia — rispecchiava l’intenzione di ancorare la riflessione economica alla concretezza di un territorio che nel 2024 ha espresso 164 miliardi di Pil e oltre 35 miliardi di valore aggiunto dell’industria in senso stretto.
Dopo i saluti del sindaco di Alba Alberto Gatto e l’apertura affidata alla direttrice generale Giuliana Cirio e al segretario generale Paolo Balistreri, il presidente nazionale di Confindustria Emanuele Orsini è stato intervistato da Andrea Bignami. A seguire un talk a cui hanno partecipato il presidente della Regione Alberto Cirio, il vicepresidente di Confindustria con delega all’aerospazio Giorgio Marsiaj e il presidente de La Stampa Sae Alberto Leonardis, dedicato al ruolo dell’industria piemontese dentro le trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche in corso.
La fotografia del sistema produttivo è arrivata da Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison: Piemonte ancora centrale nel manifatturiero nazionale, con posizioni di vertice in gomma, aerospazio, tessile, componentistica auto, meccanica e alimentare. Un quadro che il presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto ha tradotto in agenda: “Noi imprenditori possiamo rispondere investendo ancora di più in prodotti e processi. Ma perché questa spinta possa tradursi in crescita servono condizioni adeguate: energia a costi competitivi, infrastrutture efficienti, competenze, innovazione e una pubblica amministrazione capace di accompagnare chi investe.”
Sul versante cuneese, il presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna ha parlato di una provincia che “produce, compete e tiene anche nei passaggi più difficili”, sollecitando la partecipazione alla vita associativa come leva collettiva: “Da soli possiamo fare molto nelle nostre aziende; insieme possiamo incidere sulle condizioni che permettono alle aziende di crescere.”
A chiudere i lavori, lo storico Pierangelo Gentile e l’attore Paolo Tibaldi con un intervento narrativo che ha attraversato agricoltura, manifattura, formazione tecnica e cultura del fare in Piemonte, collegando memoria industriale e prospettiva.

