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Caldo nelle scuole di Bra, la minoranza torna alla carica: «Cosa è stato fatto in un anno?»
Le scuole di Bra al centro del dibattito consiliare: la minoranza chiede aggiornamenti sugli impianti di raffrescamento a un anno dalla prima interrogazione.

Sei consiglieri di centrodestra presentano una nuova interrogazione sul raffrescamento degli edifici scolastici comunali. A un anno dalla prima richiesta, chiedono conto degli interventi promessi e non ancora verificati.

Bra. Trentacinque gradi già a maggio, bambini in aula, personale scolastico in difficoltà. E una domanda che torna, a distanza di un anno esatto: cosa ha fatto il Comune di Bra per dotare le proprie scuole di adeguati sistemi di ventilazione e raffrescamento?

A porla, lunedì prossimo in consiglio comunale, sono sei consiglieri di minoranza del centrodestra — Carlo Patria, Sergio Panero, Giuliana Mossino, Massimo Somaglia, Francesco Racca e Davide Tripodi — con un’interrogazione depositata il 27 maggio scorso e rivolta al sindaco Giovanni Fogliato e al presidente del consiglio Fabio Bailo.

Non è la prima volta. Nel giugno 2025 gli stessi consiglieri avevano già sollevato il tema, denunciando come numerosi edifici scolastici comunali risultassero sprovvisti di impianti idonei. In quella sede, l’assessore competente aveva risposto che per il nido e i due micronidi era in corso l’installazione di impianti fissi di raffrescamento nei dormitori, in sostituzione di quelli mobili usati in emergenza. Aveva anche comunicato che il 30 giugno 2025 erano state caricate sul portale ARES le schede di ciascun edificio comunale, con la richiesta di sei interventi specifici su ventilazione e raffrescamento.

Un anno dopo, la minoranza vuole sapere a che punto sono quelle promesse. Nell’interrogazione si chiede quali lavori siano stati effettivamente completati al nido e nei micronidi, quanti dei sei interventi richiesti tramite ARES siano stati finanziati, avviati o portati a termine, e quali altri cantieri siano stati programmati sul patrimonio scolastico e immobiliare del Comune. Si chiede anche di conoscere i tempi per gli interventi ancora fermi, e — domanda di fondo — se l’amministrazione ritenga sufficienti le misure adottate finora, «alla luce delle sempre più frequenti ondate di calore».

Una domanda tutt’altro che retorica: maggio 2026 ha già fatto registrare punte vicine ai 35 gradi, con ricadute tangibili sulla vivibilità delle aule e sulla sicurezza di bambini, studenti e lavoratori.

La risposta dell’amministrazione Fogliato è attesa nel corso della seduta convocata per le ore 18:00 di lunedì 6 giugno.