emergenza idrica
|Allarme siccità: fiumi a secco e portate crollate in tutta la provincia di Cuneo
I dati ARPA confermano una pressione crescente sulla risorsa idrica. Coldiretti Cuneo: «Caldo record e fiumi in sofferenza, servono deroghe al Deflusso Ecologico e invasi strutturali»
La siccità torna a preoccupare seriamente anche in provincia di Cuneo, dove il caldo intenso di questi giorni e la netta riduzione delle portate su diversi corsi d’acqua confermano una pressione crescente sulla risorsa idrica. A lanciare l’allarme è Coldiretti Cuneo, nel commentare gli ultimi dati diffusi da ARPA Piemonte.
Dalle rilevazioni emergono infatti cali significativi delle portate medie giornaliere rispetto alla stessa data dello scorso anno su diversi corsi d’acqua monitorati nella Granda:
Il Maira a Dronero passa da 11,2 a 7,3 m³/s
Il Varaita a Polonghera crolla da 3,3 a 1,0 m³/s
L’Ellero a Mondovì si dimezza da 1,1 a 0,5 m³/s
In calo anche la Stura di Demonte a Gaiola, che scende da 17,9 a 15,6 m³/s
La stessa preoccupante tendenza emerge dai livelli idrometrici medi giornalieri, con perdite pesanti: -15 centimetri per il Varaita a Polonghera, -7 centimetri per il Maira a Dronero, -6 centimetri per l’Ellero a Mondovì e -5 centimetri per la Stura di Demonte a Gaiola.
Un quadro che conferma la fragilità già segnalata da ARPA Piemonte a inizio giugno, condizionata da un mese di maggio con precipitazioni inferiori del 44% rispetto alla media e risorse idriche superficiali sotto la norma del 31%. L’ondata di caldo attuale sta aggravando rapidamente la situazione, aumentando l’evapotraspirazione e i fabbisogni irrigui dei campi, con rischi enormi per le colture di mais, orticole, frutteti, noccioleti, foraggi e prati destinati all’alimentazione animale.
“Nel breve periodo serve mettere in campo tutti gli strumenti utili per accompagnare la stagione irrigua in corso” dichiarano Enrico Nada e Francesco Goffredo, rispettivamente Presidente e Direttore di Coldiretti Cuneo. “In presenza di condizioni di criticità idrica, occorre valutare con tempestività anche l’attivazione delle deroghe previste al Deflusso Ecologico. Ma non possiamo limitarci a rincorrere l’emergenza quando i fiumi sono già in sofferenza. La vera risposta è strutturale: una rete diffusa di micro-invasi, laghetti irrigui e opere di accumulo, il recupero delle infrastrutture esistenti, il pieno coinvolgimento dei consorzi irrigui e procedure più snelle per trattenere l’acqua quando c’è e renderla disponibile quando serve. Difendere l’acqua significa difendere il cibo, le imprese agricole e il futuro dei nostri territori”.


