Trasporti scolastici, lo sfogo di uno studente: “450 euro per 15 km, il diritto allo studio è diventato un lusso”
Un quindicenne di Bene Vagienna denuncia i costi eccessivi degli abbonamenti per i pendolari delle superiori. “Abitare nei piccoli comuni non deve essere una penalizzazione. Servono agevolazioni ISEE”.
Bene Vagienna. “Per tratte brevi, spesso di soli 10-15 chilometri, il costo dell’abbonamento annuale del pullman tocca i 450 euro. Una cifra che pesa enormemente sui bilanci delle famiglie”. A denunciarlo è uno studente quindicenne di Bene Vagienna che, come molti coetanei della provincia, deve spostarsi quotidianamente verso i poli scolastici di Fossano, Mondovì o Bra per frequentare le superiori.
La lettera, inviata alla redazione, solleva una questione che riguarda migliaia di ragazzi residenti nei piccoli centri del Cuneese. “Questa situazione non riguarda solo Bene Vagienna — scrive il giovane —. È la realtà quotidiana per chi vive a Trinità, Narzole, Magliano Alpi e in tanti altri comuni. Siamo studenti ‘dimenticati’ che pagano cifre altissime per un servizio essenziale”.
Il ragazzo parla di una vera e propria “tassa sulla distanza” che colpisce esclusivamente chi abita fuori dai grandi centri, rendendo il diritto allo studio meno accessibile. “Abitare nei piccoli comuni non dovrebbe essere una penalizzazione economica. Di fatto, studiare diventa un lusso senza agevolazioni serie basate sull’ISEE o sulla residenza“.
Particolarmente critico il passaggio in cui lo studente contrappone le priorità di spesa: “Ciò che più amareggia noi giovani è vedere come vengano stanziati con facilità migliaia di euro per feste patronali, sagre ed eventi di piazza, mentre non si trovano mai fondi per aiutare gli studenti con i trasporti. È giusto dare priorità al divertimento di pochi giorni invece che al futuro di chi studia tutto l’anno?“.
L’appello si conclude con una richiesta diretta: “Chiedo pubblicamente alla Provincia di Cuneo e ai Sindaci del territorio: è possibile rivedere le priorità dei bilanci comunali e prevedere rimborsi o convenzioni per noi studenti pendolari?“.
Una voce che rappresenta il disagio di tante famiglie del territorio e che sollecita un confronto sulle politiche di sostegno al diritto allo studio.

