Sanità piemontese, scontro sul bilancio: opposizioni all’attacco della Giunta Cirio
Scontro in Regione sul bilancio della sanità piemontese. Le opposizioni parlano di tagli mascherati per coprire un disavanzo da 209 milioni e accusano la Giunta Cirio di mancanza di trasparenza e strategia. Nel mirino anche liste d’attesa, personale e servizi.
È un confronto sempre più acceso quello sulla sanità piemontese. Nella giornata del 6 maggio, le opposizioni in Consiglio regionale hanno attaccato duramente la gestione della Giunta guidata da Alberto Cirio, puntando il dito contro la variazione di bilancio destinata a coprire il disavanzo delle aziende sanitarie. Al centro del dibattito, una cifra pesante: 209 milioni di euro, necessari – secondo quanto emerso in Commissione – per coprire il deficit accumulato nel 2025.
La presidente del gruppo Pd Gianna Pentenero parla di un quadro ancora poco chiaro: “Da settimane chiediamo trasparenza sui conti della sanità e della Regione. La nuova tabella presentata è profondamente diversa dalla precedente e contiene quelli che continuiamo a considerare tagli, anche se la maggioranza li definisce prestiti tra direzioni”. Un passaggio che, secondo l’opposizione, non scioglie i dubbi sulla reale tenuta dei conti.
Ancora più netto il vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle, che evidenzia l’aumento del disavanzo: “Sono 50 milioni in più rispetto al 2023, senza un corrispondente miglioramento dei servizi”. Nel mirino finiscono liste d’attesa, pronto soccorso e carenza di personale. Critiche anche ad Azienda Zero, nata per razionalizzare il sistema e già, secondo quanto dichiarato, in passivo per oltre 20 milioni. Due le leve individuate per coprire il deficit: il rinvio delle rate dei mutui per oltre 70 milioni e il reperimento di risorse attraverso tagli ad altri settori, tra cui trasporti, diritto allo studio e welfare.
Dura anche la posizione della capogruppo M5S Sarah Disabato: “Dopo anni di governo, la Giunta continua a scaricare responsabilità sul passato. I conti peggiorano e gli unici risultati derivano dai fondi del PNRR”. Disabato sottolinea come gli investimenti in Case e Ospedali di comunità siano legati alle risorse attivate durante il governo guidato da Giuseppe Conte.
Per Vittoria Nallo (Italia Viva), la manovra rappresenta “un pagherò firmato sulla pelle dei cittadini”, con quasi 193 milioni sottratti – seppur temporaneamente – a settori fondamentali. Una critica che punta al metodo: “Si chiede un atto di fede ai piemontesi, con la promessa di recuperare le risorse in estate”.
Sulla stessa linea la capogruppo AVS Alice Ravinale, che parla di “cambiale in bianco” e mette in dubbio la copertura basata su crediti antecedenti al 2011. Nel mirino anche il Governo nazionale guidato da Giorgia Meloni, accusato di finanziare insufficientemente il sistema sanitario e di scaricare sulle Regioni il peso delle difficoltà.
Tutti gli occhi sono ora puntati sull’assestamento di bilancio previsto per l’estate. È lì che, secondo quanto riferito in Commissione, dovranno essere recuperate le risorse “tagliate” o riallocate temporaneamente. Per le opposizioni, però, resta un problema strutturale: una spesa sanitaria in crescita senza un miglioramento percepibile dei servizi.
Una partita ancora aperta, destinata a segnare i prossimi mesi del dibattito politico regionale.



