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Sanità piemontese, scontro in Consiglio sul disavanzo di 209 milioni
Il Consiglio regionale del Piemonte ha discusso oggi il disavanzo sanitario di 209 milioni di euro per il 2025.

Il Consiglio regionale del Piemonte ha dibattuto il disavanzo sanitario di 209 milioni di euro per il 2025. La Giunta rivendica investimenti nel personale e servizi pubblici. Le opposizioni denunciano tagli a trasporti, istruzione e welfare.

Torino. Acceso confronto oggi in Consiglio regionale del Piemonte sulla situazione finanziaria della sanità. Al centro del dibattito l’informativa dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi e il provvedimento urgente per ripianare un disavanzo di 209 milioni di euro per l’anno 2025.

L’assessore Riboldi ha spiegato che il fabbisogno complessivo è stato aggiornato a causa di indicazioni ministeriali giunte a fine aprile, che hanno richiesto ulteriori accantonamenti legati ai meccanismi di payback. Riboldi ha rassicurato l’aula: il Piemonte rimane in gestione ordinaria e non rischia il piano di rientro, essendo il debito ampiamente sotto la soglia del 5% del bilancio complessivo.

Secondo l’assessore, i numeri riflettono una scelta politica precisa di investire nel personale e nei servizi. La regione ha assunto 4.200 persone in più dal 2019, portando il totale dei dipendenti a 59.000, con un’incidenza del costo del personale superiore del 3% rispetto alla media nazionale. Sul fronte delle liste d’attesa, Riboldi ha rivendicato l’efficacia delle prestazioni aggiuntive, con 2,2 milioni di prestazioni erogate, superando i volumi pre-Covid.

La Giunta ha inoltre evidenziato il taglio della spesa improduttiva: in un anno ridotto del 30% il ricorso ai medici “gettonisti”, da 115 a 70 milioni di euro, e tagliate le locazioni passive.

Le opposizioni hanno contestato duramente le modalità di copertura del disavanzo. La capogruppo Gianna Pentenero e la consigliera Nadia Conticelli hanno denunciato che i 209 milioni verrebbero recuperati da altri capitoli di bilancio: 44 milioni dal diritto allo studio universitario, 22 milioni dai trasporti e 32 milioni dall’inclusione sociale e non autosufficienza.

Anche i dati sul personale sono stati contestati. I consiglieri Domenico Ravetti e Daniele Valle hanno citato dati Agenas che mostrerebbero una perdita del 3,44% di medici e del 2,14% di infermieri tra il 2019 e il 2023. Sulle liste d’attesa, le opposizioni hanno riportato esempi di prenotazioni tramite CUP con attese fino al 2027.

Ulteriore punto di frizione riguarda l’operazione straordinaria di riordino delle partite contabili tra Regione e ASL, risalenti al 2011, che dovrebbe permettere di recuperare circa 90 milioni di euro. Per i consiglieri Ravinale e Rossi questa sarebbe la prova di una confusione gestionale preoccupante.

Le opposizioni hanno richiesto unanimemente di riportare il provvedimento in commissione per un esame più approfondito dei numeri.