Roccavione respinge la “Bandiera Nera” di Legambiente: “Giudizio ingiusto, segnalazioni parziali”
Il Comune di Roccavione respinge con forza la “Bandiera Nera” assegnata da Legambiente per l’uscita dal Parco Fluviale Gesso e Stura, definendola un giudizio superficiale basato su segnalazioni parziali.
Roccavione. C’è un dato che il sindaco di Roccavione Paolo Giraudo torna a citare più volte, quasi fosse la prova più eloquente di un ragionamento che fatica a trovare altra spiegazione: su 1.181 Comuni della Regione Piemonte, l’unica Bandiera Nera assegnata da Legambiente a un ente locale piemontese è finita a Roccavione. «Se davvero, tra 1.181 Comuni, il peggiore esempio ambientale del Piemonte fosse Roccavione», dice Giraudo, «allora dovremmo concludere che il Piemonte è diventato il paradiso terrestre».
La motivazione dell’associazione ambientalista è la decisione dell’Amministrazione comunale di uscire dal Parco Fluviale Gesso e Stura. Una scelta che il Comune definisce non un arretramento ambientale, ma una valutazione di merito: il territorio interessato dal Parco era limitato, le ricadute concrete per Roccavione in anni di adesione descritte come minime — «qualche evento, qualche cartello, qualche iniziativa sporadica» — e la fruizione ciclabile presentava un ostacolo strutturale, quello di dover percorrere per diversi chilometri tratti di strada statale per raggiungere il paese dal resto del Parco.
A rendere più acuta la contestazione è il metodo con cui, secondo quanto riferito dall’Amministrazione sulla base di quanto riportato da organi di stampa, l’attribuzione sarebbe maturata: a partire da una segnalazione proveniente da un circolo locale. «Non accettiamo che rivalità politiche o letture di parte vengano mascherate da ambientalismo», afferma Giraudo. «Francamente ci aspettavamo di più da un’associazione che ritenevamo prestigiosa».
Sul fronte opposto, l’Amministrazione rivendica un elenco consistente di interventi realizzati. Nella primavera del 2025 sono stati ripristinati l’anello dei Piloni, il Bec Berciassa e la zona Imperiale, insieme all’alveo del Vallone San Giovanni. È stato rifatto il sentiero Roche Molere–Selva del Gorgasso–San Giacomo, con nuova segnaletica installata anche con il contributo dei volontari CAI. Sono stati eseguiti lavori di pulizia sulla strada Tetto Tonietto–Tetto Massa, il taglio delle piante nel parco di Brignola e interventi lungo il Rio Marchisa. È stata realizzata una vasca di decantazione al Bugiala per prevenire allagamenti e completata la messa in sicurezza del torrente Gesso dietro Tetto Piano.
Tra gli interventi citati anche la riqualificazione della Rocca di San Sudario, con la messa in sicurezza, le ringhiere di protezione, la pulizia del bosco e l’installazione dell’opera lignea dell’artista locale Barba Brisiu, il “Guardiano della Rocca”. Sul versante della mobilità dolce, alcune biciclette elettriche acquistate con fondi pubblici giacevano inutilizzate nell’archivio comunale: l’attuale Amministrazione le ha rimesse in funzione e rese disponibili gratuitamente per cittadini e turisti.
Sul piano finanziario interviene il vicesindaco con delega al bilancio Marco De Carlini: «Quando si parla di soldi pubblici non esistono somme talmente piccole da poter essere sprecate. Il nostro compito non è mantenere adesioni simboliche per paura di una pagella. Il nostro compito è usare bene le risorse pubbliche».
Il Comune chiude con un invito formale ai vertici di Legambiente: venire a Roccavione, visitare i luoghi degli interventi e verificare direttamente quanto realizzato. «Venite sui sentieri, venite alla Rocca di San Sudario, venite a vedere gli alvei puliti», dice Giraudo. «Dopo avrete due possibilità: confermare una Bandiera Nera che appare sempre più come un giudizio politico e preconcetto, oppure riconoscere che Roccavione è un Comune che sull’ambiente lavora davvero».



