Piazza Europa, respinta la mozione di censura: scintille in aula e “incazzatura” della Sindaca
Il voto era scontato, il clima no. La seduta del Consiglio Comunale di Cuneo si chiude con 21 voti contro 10, ma lascia sul campo tensioni, accuse di opacità e uno sfogo pubblico della sindaca Manassero.
Cuneo. Come ampiamente previsto dai numeri della vigilia, la mozione di censura contro la sindaca Patrizia Manassero e l’assessore Luca Pellegrino è stata respinta dal Consiglio Comunale di Cuneo con 21 voti contrari e 10 favorevoli. Tuttavia, l’esito numerico non racconta appieno il clima di altissima tensione e lo scontro frontale che ha caratterizzato il dibattito su quello che è ormai il fronte più divisivo della politica cittadina.
Il consigliere Claudio Bongiovanni, portavoce della mozione sottoscritta da tutte le opposizioni, ha ribadito con forza i dubbi sulla trasparenza dell’amministrazione. Al centro della contestazione sono rimasti i fatti del 23 febbraio 2026, quando le maestranze furono convocate nell’area di cantiere alle ore 5 del mattino.
“Con quale valutazione di interesse pubblico si è pensato di procedere verso l’abbattimento di un patrimonio ambientale così significativo?”, ha chiesto Bongiovanni, sottolineando come l’ordine di servizio n. 1 desse priorità assoluta all’abbattimento dei cedri proprio a pochi giorni dalla seduta del Consiglio di Stato del 5 marzo. Per le opposizioni, si è trattato di un tentativo di mettere la giustizia amministrativa davanti al fatto compiuto.
La replica della maggioranza è stata affidata al consigliere Vincenzo Pellegrino, che ha respinto con sdegno la narrazione del “blitz notturno”. Secondo Pellegrino, la scelta delle 5 del mattino è stata una pura decisione tecnica per limitare l’impatto sul traffico cittadino e garantire la sicurezza delle operazioni di recinzione della piazza.
Dello stesso avviso la sindaca Manassero, la quale ha precisato di non essere a conoscenza dei dettagli operativi contenuti negli ordini di servizio degli uffici: “Gli ordini di servizio fanno parte della parte amministrativa, non di quella politica”, ha dichiarato. La sindaca ha poi rivendicato la storia del progetto, nato nel 2015, negando qualsiasi intento di segretezza.
Il dibattito è degenerato in scontro verbale quando i consiglieri di minoranza, tra cui Sturlese e Civallero, hanno accusato l’amministrazione di aver rischiato un “esito catastrofico” e di aver fatto una “figura ridicola” davanti alla città.
Particolare attenzione è stata rivolta ai costi economici della vicenda. Il consigliere Giancarlo Boselli ha chiesto chiarimenti sulle penali da pagare all’impresa dopo la revoca dell’appalto. La sindaca ha ammesso che è in corso una trattativa sulla base di circa 300.000 euro di penali previste dal contratto, che l’amministrazione punta a coprire attraverso i fondi del Bando Periferie.
Il momento di massima tensione è arrivato in chiusura, quando la sindaca ha risposto a muso duro ad alcune critiche riguardanti la gestione dei documenti e gli articoli di stampa locale. “Sono stufa di essere raccontata in questo modo”, ha sbottato Manassero, dichiarandosi “incazzata” (termine usato volutamente per sottolineare il disappunto) per quelle che ha definito ricostruzioni false sulla sua condotta.
La mozione è stata infine archiviata dai voti della maggioranza, ma il caso Piazza Europa resta una ferita aperta: i fondi verranno ora dirottati sul progetto del parcheggio di testata del Campidoglio, mentre i cedri, definiti dal Consiglio di Stato “creature viventi e testimoni storici”, rimarranno al loro posto.

