Parcheggi a Cuneo, il Comune sceglie il Partenariato Pubblico-Privato: “In-house non conveniente”
La V commissione consiliare ha discusso la scelta del PPP per i 2500 parcheggi cittadini. L’assessore Pellegrino: “Gestione diretta senza economie di scala”. Opposizione critica: “Abbandono missione pubblica”. Avviata procedura di 60 giorni
Cuneo – La gestione dei parcheggi cittadini passa attraverso il Partenariato Pubblico-Privato. La V commissione consiliare del 13 maggio 2026 ha esaminato la scelta dell’amministrazione comunale di procedere con il PPP, rinunciando all’ipotesi della gestione in-house, in un dibattito che ha visto posizioni nettamente contrapposte.
L’assessore Luca Pellegrino ha illustrato il percorso che ha portato alla decisione, ammettendo di essere stato inizialmente favorevole alla gestione diretta. Dopo approfondimenti e confronti con altre realtà, tra cui Torino, la maggioranza ha però concluso che per una città come Cuneo, con circa 2500 parcheggi, la gestione interna non risulterebbe economicamente vantaggiosa per l’assenza di economie di scala.
La gestione diretta comporterebbe oneri complessi: manutenzione dei parcometri, riscossione fisica del denaro, assunzione e gestione del personale, necessità di competenze imprenditoriali che la struttura comunale non possiede internamente.
L’avvocata Giulia Bonzini ha fornito chiarimenti sull’iter procedurale, specificando che l’amministrazione si avvale di consulenti esterni data la complessità dello strumento. L’8 maggio è stata pubblicata la proposta, avviando un periodo di 60 giorni durante il quale altri operatori possono presentare offerte alternative. In fase di gara verranno verificati requisiti morali, con particolare attenzione all’assenza di condanne, e requisiti speciali relativi a solidità finanziaria ed esperienza nella gestione di parcheggi. Il Piano Economico Finanziario sarà analizzato da un esperto contabile per garantirne sostenibilità e convenienza prima dell’aggiudicazione.
Secondo quanto emerso, il privato si farebbe carico degli investimenti iniziali per tecnologie, software e segnaletica, oltre che della progettazione, sollevando il Comune da esborsi immediati e rischi operativi.
Il dibattito ha fatto emergere forti divisioni. Alcuni consiglieri di opposizione hanno espresso contrarietà assoluta al PPP, definendolo una formula che la maggioranza non sarebbe in grado di gestire e lamentando scarsa trasparenza nelle commissioni precedenti.
Il consigliere Giuseppe Lauria (Futuro Nazionale) ha criticato l’abbandono della “missione pubblica” e sociale dei parcheggi, contestando l’idea che il pubblico non possa ottenere utili dove il privato riesce. Ha suggerito che le competenze necessarie potrebbero essere acquisite o gestite con supporto tecnico temporaneo.
La consigliera Claudia Carli (Partito Democratico), pur riconoscendo l’interesse iniziale per l’in-house, ha ribadito che la struttura comunale non dispone delle capacità per gestire un’azienda in questo settore. Ha citato il PPP per la piscina comunale come esempio positivo, sottolineando come la formula sollevi il Comune dal peso di manutenzioni e guasti, pur esprimendo dubbi sulla rigidità contrattuale in caso di riduzione delle entrate.
L’assessore ha precisato che l’attuale aggiornamento del Documento Unico di Programmazione rappresenta un atto burocratico necessario per procedere. Qualora entro 60 giorni la proposta non dovesse risultare interessante, l’amministrazione potrà riconsiderare la decisione.


