Maxi operazione antidroga nel Cuneese: 14 arresti e oltre 8 chili di hashish sequestrati
Blitz dei Carabinieri della Compagnia di Borgo San Dalmazzo coordinati dalla Procura di Cuneo: 14 arresti, 20 denunce e ingenti sequestri di droga, denaro e un revolver rubato. Smantellato un presunto gruppo criminale attivo nello spaccio.
I Carabinieri della Compagnia di Borgo San Dalmazzo, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cuneo, hanno eseguito una vasta operazione antidroga che ha portato all’arresto di 14 persone e al deferimento in stato di libertà di altre 20.
L’indagine, condotta dal Reparto Operativo del Comando Provinciale di Cuneo della Arma dei Carabinieri, ha preso avvio nell’aprile 2025 dopo l’arresto in flagranza di tre persone trovate in possesso di 1,53 chilogrammi di hashish e di denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe adottato un sistema organizzato per eludere i controlli delle forze dell’ordine, utilizzando “corrieri” considerati insospettabili e, in diversi casi, donne incaricate di occultare la droga sulla persona durante i trasporti.
Le successive attività investigative hanno consentito, nell’agosto 2025, di arrestare altri quattro soggetti sorpresi mentre stavano tagliando, pesando e confezionando dosi di cocaina. Nel prosieguo delle indagini, coordinate dalla Procura cuneese, i militari hanno effettuato ulteriori arresti in flagranza, arrivando a un totale di 13 persone fermate prima dell’ultimo sviluppo operativo.
Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati complessivamente:
- 150 grammi di cocaina;
- 7,6 chilogrammi di hashish;
- 60 grammi di marijuana;
- 2.300 euro in contanti.
L’ultimo arresto è stato eseguito il 21 maggio scorso. Durante una perquisizione, i Carabinieri hanno trovato un ulteriore indagato in possesso di un chilogrammo di hashish, materiale per il confezionamento delle dosi, un revolver calibro 22 risultato provento di furto e 15 mila euro in contanti, anch’essi sottoposti a sequestro.
L’inchiesta è tuttora in corso e la posizione degli indagati è ora al vaglio dell’Autorità giudiziaria, che dovrà accertare eventuali responsabilità nei successivi procedimenti processuali.


