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Ludopatia a Cuneo, il Comune studia norme più stringenti sulle sale gioco
Diverse sale gioco a Cuneo operano a pochi metri dalle scuole grazie a licenze precedenti alla legge regionale del 2021.

Il dibattito in Consiglio: molte attività operano vicino alle scuole grazie a licenze precedenti alla legge regionale. Proposta una commissione dedicata per chiedere interventi alla Regione

Il Comune di Cuneo intende affrontare con maggiore incisività il problema delle sale gioco che operano in prossimità di scuole e altri luoghi sensibili. Durante la seduta del Consiglio Comunale del 27 aprile, l’interpellanza della consigliera Luciana Toselli (Cuneo per i beni comuni) ha indirizzato l’attenzione su una questione delicata: numerose sale gioco continuano a funzionare a pochi metri dagli istituti scolastici grazie a licenze rilasciate prima dell’entrata in vigore della legge regionale 19/2021.

La normativa attuale prevede una distanza minima di 400 metri tra le sale e i luoghi sensibili come scuole, ospedali e sportelli bancomat, ma solo per le nuove aperture. Le attività preesistenti restano in deroga, creando situazioni ritenute problematiche. Tra i casi segnalati, sale gioco site a circa 30 metri dagli istituti Agrari e Geometri in via Savigliano, dalla scuola media n. 3 in via Sobrero e dalla scuola elementare Luigi Einaudi in via Schiaparelli.

L’Amministrazione ha ricordato l’ordinanza sindacale che vieta manifesti coprenti sulle vetrate delle sale gioco, per garantire trasparenza. Il vicesindaco Luca Serale ha proposto di convocare la Sesta Commissione per valutare se Cuneo possa chiedere alla Regione norme più restrittive anche per le vecchie licenze, affiancando controlli rafforzati e campagne di sensibilizzazione nelle scuole.