Dai cedri di Cuneo a Cavallermaggiore: nasce la rete ecologista dei territori
Da una battaglia vinta in piazza alla costruzione di comunità ambientaliste permanenti: l’incontro promosso da SEquS e Ultima Generazione traccia una via nuova per il coordinamento tra vertenze locali
Cuneo. La battaglia per i cedri di Piazza Europa a Cuneo non si è chiusa con il ritiro della delibera comunale che autorizzava il loro abbattimento. Si è trasformata in qualcosa di più ambizioso: un tentativo di costruire reti ecologiste capaci di durare nel tempo, anche oltre l’emergenza.
È questo il filo conduttore dell’incontro pubblico “I Cedri restano. Ma ora?”, che si è tenuto il 28 maggio 2026 presso il Circolo Arcipelago di Cuneo, promosso da SEquS – Sostenibilità Equità Solidarietà insieme a Ultima Generazione, con la partecipazione di associazioni, liste civiche e cittadini che avevano sostenuto la mobilitazione per gli alberi di piazza Europa.
Sul tavolo c’era una domanda scomoda quanto necessaria: cosa resta, dopo una vittoria? La risposta emersa dal dibattito è che le mobilitazioni territoriali – per quanto fondamentali – rischiano troppo spesso di esaurirsi con la vertenza che le ha generate, lasciando disperse energie e competenze. Da qui la proposta di costruire delle comunità ecologiste territoriali in grado di mettere in relazione associazioni, cittadini attivi, movimenti e soggetti politici, generando continuità e mutuo sostegno tra le realtà coinvolte in battaglie ambientali e sociali diverse.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, rappresentanti delle liste civiche Cuneo Mia e Cuneo per i Beni Comuni, il presidente di Pro Natura Cuneo, le associazione che hanno promosso i ricorsi amministrativi al TAR e al Consiglio di Stato, decisivi per il ritiro della delibera e i relatori della Federazione Ecologisti Europei, Jose Antonio Berdugo per Ultima Generazione e Giuseppe Sammatrice per SEquS.
Il confronto ha però presto allargato l’orizzonte oltre i cedri. È stata portata all’attenzione dei presenti la vicenda di Cavallermaggiore, dove è in discussione la realizzazione di un impianto per il trattamento e l’incenerimento di scarti tossici derivanti dal recupero di pali del telefono impregnati di sostanze nocive. Sara Delmonte ha illustrato i contorni di una storia che ha il sapore di altre già viste: un territorio chiamato ad accettare costi ambientali e sanitari in nome di logiche economiche che i cittadini non hanno scelto. La Federazione Ecologisti Europei ha espresso solidarietà al percorso di informazione e mobilitazione in corso a Cavallermaggiore.
L’incontro cuneese si inserisce in un percorso più ampio già avviato in diverse realtà italiane dalla Federazione, concepita come spazio aperto di coordinamento tra esperienze civiche e soggetti impegnati nella difesa dell’ambiente, della salute pubblica e della giustizia sociale. Un “eco-soccorso” tra territori, fondato sulla condivisione di competenze e sulla solidarietà ecologista.

