Cuneo punta all’Adunata Alpini 2030: Unanimità in Consiglio tra Solidarietà e Memoria Storica
Via libera unanime del Consiglio comunale di Cuneo a due ordini del giorno a sostegno degli Alpini e della candidatura cittadina all’Adunata Nazionale 2030. In aula la delegazione ANA guidata da Davide Spedale, tra applausi, memoria storica e qualche tensione politica.
Cuneo. C’era una delegazione dell’Associazione Nazionale Alpini di Cuneo in aula, guidata dal presidente Davide Spedale, e l’assemblea l’ha accolta con un lungo applauso. È in questo clima — fatto di memoria, identità e orgoglio territoriale — che il Consiglio Comunale di Cuneo ha approvato all’unanimità due distinti ordini del giorno a sostegno del corpo degli Alpini, aprendo ufficialmente la strada alla candidatura per l’Adunata Nazionale del 2030.
Quell’anno non è scelto a caso: ricorrerà il 95° anniversario della fondazione della Divisione Alpina Cuneense, e la città intende farsi trovare pronta. Il precedente pesa, in senso positivo: l’Adunata del 2007 portò sotto le Alpi cuneesi circa 450.000 persone, un risultato che molti consiglieri hanno ricordato con nostalgia nei loro interventi.
I due documenti approvati avevano obiettivi parzialmente diversi. Il primo ordine del giorno — presentato dalla maggioranza con Forza Italia e Siamo Cuneo — si è concentrato sulla solidarietà all’ANA dopo alcuni episodi contestati durante l’Adunata di Genova 2026, definiti “atteggiamenti offensivi e giudizi generalizzati” da parte di minoranze. La consigliera Serena Garelli ha sottolineato la necessità di prendere le distanze da possibili strumentalizzazioni politiche nei confronti degli Alpini. Il secondo ordine del giorno, illustrato dal consigliere Paolo Armellini, ha invece puntato sulle radici storiche: Cuneo come “culla degli Alpini” sin dal 1859, con i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi.
“Gli Alpini sono gli uomini del fare”, è stato ribadito più volte in aula, con richiami al loro ruolo nella Protezione Civile, dal terremoto del Friuli al crollo del Ponte Morandi. La sindaca Patrizia Manassero ha confermato il pieno appoggio della Giunta al dossier di candidatura, sottolineando come il sacrificio della Cuneense attraversi la storia di quasi ogni famiglia del territorio.
Non sono mancate le tensioni. I consiglieri Giuseppe Lauria e Claudio Bongiovanni hanno criticato la scelta di non unificare i due testi in un unico documento condiviso, definendo la situazione una “barzelletta” per la cittadinanza. Bongiovanni ha persino ritirato un emendamento per evitare ulteriori polemiche, pur contestando la chiusura della maggioranza su un atto che, a suo avviso, avrebbe dovuto essere puramente celebrativo. Il consigliere Giancarlo Boselli ha difeso la propria mozione spiegando che quella della maggioranza conteneva riferimenti alla vicenda genovese che non potevano essere condivisi integralmente.
Alla fine, entrambi i documenti hanno ottenuto il via libera unanime — con alcune assenze al momento del voto sulla seconda mozione, a segnalare il disaccordo formale senza però spezzare il fronte. Il messaggio che esce da Palazzo Civico è netto: Cuneo è pronta ad affrontare il percorso organizzativo verso il 2030, contando sul supporto di Regione, Provincia e dell’intera comunità locale.

