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Cuneo, i reati calano dell’8% ma la percezione di insicurezza resta
Il Prefetto Mariano Savastano ha presieduto il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica a Cuneo: reati in calo, ma restano le criticità nelle aree sensibili della città.

La città registra 695 reati nei primi cinque mesi del 2026, contro i 757 dello stesso periodo dell’anno precedente. Il Comitato per l’ordine pubblico fa il punto: 800 telecamere attive, ma il nodo resta la fiducia tra istituzioni e comunità.

Cuneo. In una luminosa mattina di maggio, all’interno delle austere sale della Prefettura di Cuneo, si è consumato un rito che riflette una tensione comune a molte città europee: il divario tra la fredda rassicurazione dei dati statistici e l’inquieta percezione della realtà urbana.

Mentre il sole illuminava le montagne circostanti, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito per tracciare il bilancio di una città che, sulla carta, sta diventando più sicura. Secondo i dati presentati dal Questore Rosanna Minucci, i reati registrati nei primi cinque mesi del 2026 sono scesi a 695, rispetto ai 757 dello stesso periodo dell’anno precedente. Eppure, dietro questa flessione dell’8%, persiste un senso di vulnerabilità che le istituzioni non possono più ignorare.

Cuneo ha risposto alla sfida della sicurezza con una massiccia infrastruttura tecnologica: una rete di oltre 800 telecamere di videosorveglianza che monitora costantemente le vie cittadine, collegata direttamente alle centrali operative. Questa “vigilanza silenziosa”, unita a una rinnovata collaborazione tra cittadini e Forze dell’ordine, ha permesso di identificare un numero crescente di responsabili, portando a recenti successi investigativi, come gli arresti per furti in abitazione.

Tuttavia, il Prefetto Mariano Savastano ha avvertito che la tecnologia da sola non basta. “Il tema della sicurezza è complessissimo e non consente di abbassare la guardia”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di un “rapporto di fiducia” che deve essere costantemente alimentato tra Stato e comunità.

La sindaca Patrizia Manassero ha toccato il cuore del problema durante la riunione: “Sappiamo che i dati non raccontano tutta la realtà”. Se i reati gravi diminuiscono, sono i cosiddetti “reati predatori” — piccoli vandalismi, furti negli esercizi commerciali e lo spaccio di strada — ad erodere la fiducia dei residenti.

L’attenzione del Comitato si è focalizzata su zone specifiche che sono diventate simboli di questa frizione sociale:

  • Il Quadrilatero: un’area dove la Polizia locale ha già emesso 97 ordini di allontanamento negli ultimi mesi nel tentativo di ristabilire l’ordine.
  • La Stazione FS: un edificio che attende da tempo progetti di riqualificazione, ora oggetto di nuovi confronti tra la Prefettura e RFI.
  • Il Donatello: residenti di via Bongiovanni e via Sobrero hanno portato le loro preoccupazioni fino al Consiglio comunale, lamentando episodi legati a gruppi di minorenni e al degrado urbano.

La sfida di Cuneo non sembra essere solo una questione di pattugliamenti, ma di domanda e offerta sociale. Sul tema dello spaccio, le autorità hanno ribadito una verità scomoda: gli stupefacenti continuano a circolare perché persiste una domanda elevata.

La strategia futura dell’amministrazione Manassero non punta solo sulle divise, ma sulla riqualificazione urbana. Il piano prevede il potenziamento dell’illuminazione pubblica e interventi strutturali nelle zone più degradate, nella speranza che la luce e la bellezza possano scoraggiare il crimine laddove la sola presenza della polizia non è sufficiente.

“Occorre continuare nella collaborazione coordinata,” ha concluso il Prefetto Savastano, consapevole che, in una città moderna, la sicurezza non è solo l’assenza di reati, ma la libertà di poter godere pienamente dei propri spazi pubblici.