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Cherasco verso il Parco fluviale Gesso e Stura: “Un passo avanti, ma serve più coraggio”
Le associazioni ambientaliste chiedono che le aree demaniali dei rii e dello Stura entrino nel Parco fluviale come “Area Parco” e non solo come zona contigua. Foto dalla pagina Facebook dell'Ufficio Turistico di Cherasco

Le associazioni ambientaliste promuovono l’incontro pubblico sull’ingresso di Cherasco nel Parco fluviale Gesso e Stura, ma chiedono tutele più forti: “Il 99% dell’area proposta è contigua e senza reali vincoli”. Avanzata una proposta alternativa condivisa.

Cherasco. Un primo passo avanti è stato compiuto, ma il percorso verso l’ingresso di Cherasco nel Parco fluviale Gesso e Stura è ancora tutto da costruire. È questa, in sintesi, la posizione delle numerose associazioni ambientaliste e civiche che hanno diffuso una nota congiunta dopo l’incontro pubblico organizzato dal Comune lunedì 11 maggio scorso.

Nel comunicato diffuso prima della serata, l’amministrazione comunale aveva sottolineato l’elevato valore naturalistico dell’area interessata: boschi, rii, habitat fluviali e circa 790 specie botaniche censite, oltre a una ricca biodiversità animale legata alla qualità delle acque. Elementi che, secondo il Comune, giustificano l’avvio del percorso di inserimento del territorio cheraschese nel Parco.

Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Claudio Bogetti, che ha assicurato la volontà dell’amministrazione di portare Cherasco all’interno del Parco e di presentare una proposta “da poter discutere”, dichiarando disponibilità all’ascolto delle osservazioni emerse dal confronto pubblico.

Secondo le associazioni, la forte partecipazione alla marcia organizzata lo scorso febbraio lungo il fiume Stura da comuneroero ODV, con la presenza di numerose scolaresche, avrebbe contribuito ad accelerare il progetto, rafforzando la sensibilità ambientale della comunità locale.

Durante la serata, i rappresentanti del Parco e il tecnico Bruno Tibaldi hanno illustrato storia, funzioni e strumenti di tutela dell’ente, spiegando la distinzione tra “Area Parco”, soggetta a vincoli più stringenti per la salvaguardia ambientale, e “Area Contigua”, zona di transizione con tutele più limitate.

Ed è proprio su questo punto che si concentrano le principali critiche delle associazioni. La proposta presentata dal Comune, infatti, configurerebbe come “Area Contigua” circa il 99% del territorio destinato a entrare nel Parco. Inoltre, secondo i promotori della nota, nella mappa mancherebbero diversi rii e non sarebbero indicati i dati dimensionali delle superfici interessate.

A intervenire per le associazioni è stato Cesare Cuniberto, presidente di comuneroero ODV, che ha ricordato come già nel 2006 il Consiglio comunale avesse approvato all’unanimità una delibera per l’istituzione di una zona di salvaguardia naturalistica e archeologica dei rii, delle Rocche e delle rive dei bastioni di Cherasco, rimasta però senza seguito.

Le associazioni propongono ora che vengano inserite come vere e proprie “Aree Parco” tutte le aree demaniali dei rii e dello Stura, comprese l’Oasi della Rana, il Sentiero del Bacio e l’area umida della Cava Molinetta, oltre alle superfici già indicate dall’amministrazione come la Rocca del Campione e le rive dello scolmatore verso la Stura.

Secondo i promotori, gran parte di queste aree non sarebbe coltivata e quindi non comporterebbe impatti rilevanti per il comparto agricolo. È stato inoltre ricordato come, anche nelle aree classificate come “Parco”, la caccia al cinghiale possa comunque essere autorizzata dalla Provincia in caso di necessità.

Il sindaco Bogetti, riferiscono le associazioni, avrebbe manifestato disponibilità ad approfondire e discutere la proposta senza pregiudizi.

Apprezzata anche la proposta avanzata dalla minoranza consiliare di convocare un consiglio comunale aperto, coinvolgendo associazioni, organizzazioni agricole, cavatori e cittadini, per discutere pubblicamente una revisione della bozza iniziale.

La nota è firmata da numerose realtà associative del territorio, tra cui Legambiente Langhe e Roero APS, Italia Nostra APS, Pro Natura Piemonte e Forum Salviamo il Paesaggio.