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Alpi 2026, Legambiente premia l’“Ermlin Project” e boccia Roccavione: le due anime della montagna
Il gruppo di studiosi dello ’“Ermlin Project”, premiato da Legambiente con la Bandiera Verde 2026. Studia gli effetti della crisi climatica sull’ermellino nelle Alpi Occidentali.

Nel dossier della Carovana delle Alpi assegnate 19 Bandiere Verdi e 7 Bandiere Nere. Tra le eccellenze cuneesi il progetto scientifico sull’ermellino coordinato dall’Università di Torino, mentre Roccavione finisce nel mirino per l’uscita dal Parco Fluviale Gesso e Stura

Le “Alpi del futuro” si giocano sulla capacità delle comunità di generare valore territoriale, contrastare lo spopolamento e affrontare la crisi climatica senza trasformare la montagna in un “luna park” turistico. È questo il messaggio che emerge dal dossier 2026 della Carovana delle Alpi di Legambiente, presentato a Rovereto durante il X Summit nazionale delle Bandiere Verdi.

Quest’anno sono 19 le Bandiere Verdi assegnate lungo l’arco alpino, un numero in linea con quello del 2025, mentre restano sette le Bandiere Nere attribuite a realtà considerate responsabili di scelte poco sostenibili.

A guidare la classifica delle buone pratiche è il Friuli-Venezia Giulia con cinque riconoscimenti, seguito da Trentino-Alto Adige con quattro. Tre bandiere verdi vanno invece a Piemonte e Lombardia, due a Valle d’Aosta e Veneto.

Le categorie individuate da Legambiente per il 2026 riguardano “Comunità e rigenerazione dei territori”, “Conoscenza e ricerca”, “Cura dell’acqua e degli ecosistemi”, “Economie e filiere locali” e “Turismo e abitare”.

Per il territorio cuneese, su segnalazione del circolo locale di Legambiente, arriva una Bandiera Verde all’Ermlin Project, progetto scientifico dedicato allo studio dell’ermellino e degli effetti della crisi climatica sulla fauna alpina.

Il progetto è coordinato da Marco Granata insieme a un gruppo di giovani biologi della conservazione del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino.

L’obiettivo è monitorare la presenza dell’ermellino sulle Alpi Occidentali e comprendere come il cambiamento climatico stia modificando habitat e sopravvivenza della specie. L’animale, diventato popolare come mascotte olimpica, vive infatti una situazione particolarmente delicata a causa della riduzione dell’innevamento.

L’ermellino cambia colore in inverno diventando bianco per mimetizzarsi nella neve. Inverni più miti e meno nevosi espongono però la specie a una maggiore vulnerabilità nei confronti dei predatori, costringendola progressivamente a spostarsi verso quote più elevate.

La campagna di monitoraggio è iniziata nel 2022 attraverso fototrappole e strumenti innovativi di osservazione. Il progetto punta ora ad ampliare la rete di rilevamento su tutto l’arco alpino occidentale e a garantire continuità scientifica alla ricerca.

Tra gli obiettivi futuri figura anche l’attivazione di un dottorato interamente dedicato allo studio dell’ermellino presso l’Università di Torino, finanziato anche attraverso campagne di crowdfunding.

Particolare attenzione sarà riservata inoltre alla divulgazione pubblica, con materiali accessibili, racconti delle attività sul campo e uno spazio web dedicato alla specie in Italia. Prevista anche la partecipazione dei cittadini attraverso la raccolta di segnalazioni e osservazioni naturalistiche.

Sul fronte opposto, il dossier assegna una Bandiera Nera al Comune di Roccavione “per la inopinata e poco convincente decisione di recedere dal Parco Fluviale Gesso e Stura”.

La scelta, ratificata nel marzo scorso e destinata a produrre effetti dal 2027, riguarda l’uscita dal Parco Fluviale Gesso e Stura, ente di cui il comune faceva parte dal 2012 dopo l’ampliamento ai dieci comuni dell’area cuneese.

Nel territorio di Roccavione ricadono circa 78 ettari di aree contigue lungo il torrente Gesso e nella zona di San Sudario-Giardini d’Ara. Negli ultimi anni proprio queste aree erano state interessate da iniziative di valorizzazione ambientale e turistica: dal percorso tematico sul bosco con trenta pannelli didattici inaugurato nel 2020, fino a trekking naturalistici e mostre sulle specie aliene invasive.

Secondo Legambiente, la decisione dell’amministrazione comunale appare contraddittoria anche alla luce delle dichiarazioni dello stesso sindaco, che ha definito il Parco “un progetto bellissimo e ambizioso”.

L’uscita viene motivata dal Comune con la marginalità del territorio all’interno del sistema del parco e con la difficoltà di essere protagonisti nelle scelte dell’ente. Una spiegazione giudicata “pretestuosa” dagli ambientalisti, che ricordano come proprio il Parco sia stato in grado negli anni di attrarre finanziamenti europei e risorse da fondazioni private a beneficio anche dei comuni più piccoli.

Il dossier sottolinea inoltre come, mentre Roccavione sceglie di lasciare il sistema, altri comuni situati più a valle stiano valutando l’ingresso nel Parco, che potrebbe presto estendersi fino alla confluenza dello Stura nel Tanaro.

Complessivamente sono sette le Bandiere Nere assegnate nel 2026: tre in Trentino-Alto Adige, due in Friuli-Venezia Giulia, una in Piemonte e una in Veneto.

Il dossier completo “Carovana delle Alpi 2026” è disponibile sul sito ufficiale di Legambiente.