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A ridosso del voto il “caso” Polo Scolastico scuote Peveragno: una lettera riaccende il dibattito
L''area su cui dovrebbe sorgere il nuovo polo scolastico e i 3 candidati sindaci

Il gruppo di peveragnesi contrari chiede di rivedere il progetto. I candidati Tassone e Mattalia appoggiano la causa, il sindaco uscente Paolo Renaudi: “Propaganda elettorale su dubbi ampiamente spiegati e dissipati”

A pochi giorni dalle Elezioni Comunali, una lettera firmata (in fondo all’articolo il testo integrale della missiva ndr) riaccende i riflettori intorno al nuovo Polo Scolastico di Peveragno. Il Comitato composto da circa 700 firmatari contrari alla realizzazione del nuovo edificio si espone ancora una volta, lasciando intendere che perplessità e dubbi circa costi e logistica sib rimasti intatti, nonostante l’incontro dello scorso marzo in cui il Comune illustrò il progetto.

In merito all’annosa questione, abbiamo sentito i tre candidati sindaci: il primo cittadino uscente Paolo Renaudi (Idee Insieme per Peveragno), Enzo Tassone (Peveragno Futura)e Pierangelo Mattalia (SiAmo Peveragno). I due avversari di Renaudi hanno sposato la causa del gruppo dei peveragnesi, che vorrebbero rivedere la progettualità in “un’ottica più condivisa” per il bene cittadino.

“La lettera si fonda su basi solide, non c’è nulla di concreto sui finanziamenti per il progetto” sostiene Enzo Tassone. Come si muoverà Peveragno Futura in merito alle scuole in caso di vittoria delle elezioni? “Sul tema delle scuole riteniamo fondamentale partire da un principio chiaro: mantenere i plessi scolastici dove sono oggi, evitando soluzioni che rischierebbero di creare disagi alle famiglie e impoverire il tessuto sociale del paese e delle frazioni. La nostra proposta prevede una ristrutturazione graduale e concreta delle strutture esistenti, attraverso una programmazione per lotti funzionali che permetta di intervenire senza interrompere le attività scolastiche. La priorità sarà data agli edifici della scuola primaria, della scuola secondaria e alla palestra attualmente inagibile. L’intervento verrà suddiviso in più fasi, così da rendere sostenibile l’investimento sia dal punto di vista economico sia organizzativo. Per il finanziamento intendiamo sfruttare in modo concreto le opportunità offerte dai contributi del GSE per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, che consentono coperture importanti delle spese, integrate da una compartecipazione comunale gestita con attenzione e sostenibilità. Per quanto riguarda invece l’asilo di Piazza Carboneri e la scuola primaria di San Lorenzo, sarà necessario avviare una valutazione puntuale sulle possibilità di recupero e sui bandi disponibili, così da individuare le soluzioni più efficaci per la loro riqualificazione e valorizzazione. 

Enzo TassoneEnzo Tassone

Sulla stessa lunghezza d’onda Pierangelo Mattalia“La nostra priorità è chiara: recuperare e mettere in sicurezza, sia dal punto di vista statico che sismico, le attuali strutture scolastiche presenti nel concentrico di Peveragno. Per anni l’amministrazione uscente ha sostenuto che il recupero delle vecchie scuole fosse impossibile, antieconomico e strutturalmente infattibile, usando come pretesto la necessità di
interventi massicci e il trasferimento degli alunni nei moduli didattici esterni.
Oggi la realtà è diversa – sostiene Mattalia –. Come confermato dalle ultime verifiche strutturali, il recupero degli edifici esistenti può essere una strada concreta e realistica. I modi per intervenire ci sono: manca solo la volontà politica di cercarli e attuarli”.

Duro il suo commento sul nuovo polo.

“L’edificio sorgerà in una zona periferica, lontana dalle attività commerciali e penalizzata da strade di accesso non ottimali, inoltre sono state prese delle decisioni senza aver consultato la popolazione. La riunione dello scorso marzo è stata fatta praticamente a giochi chiusi – evidenzia Mattalia – e non è mai stato fatto un confronto serio sui costi tra la ristrutturazione del vecchio polo e la costruzione del nuovo. In caso di demolizione delle attuali scuole, non è mai stato presentato un piano per capire come verrà riqualificata l’area dismessa (piazza con giardini?) e con quali costi di valorizzazione.È sospetto che, dopo dieci anni di immobilismo, l’amministrazione ha iniziato a impegnare una spesa di oltre 400.000 euro proprio a ridosso delle elezioni”. Pierangelo MattaliaPierangelo Mattalia

La posizione del Sindaco

“Su tutte le questioni sollevate abbiamo dato ampie risposte durante tutta la campagna elettorale, ma non solo… Sono cinque anni che spieghiamo ragioni e motivazioni di ogni scelta fatta – interviene Paolo Renaudi, promotore del progetto fin dal 2017-. Il nodo dei costi è identico per ristrutturazioni e nuove costruzioni, occorrerà un co-finanziamento comunale. Le casse e il bilancio comunale sono assolutamente in grado di reggere tali costi proprio per il lavoro di risanamento fatto sui bilanci in questi anni. Ogni progetto chiede sempre una parziale copertura finanziaria, come ribadito in tante diverse sedi”.

I dubbi non riguardano solo la fattibilità economica, ma anche il trasferimento.

“La nuova sede è a 350 metri di distanza da quella attuale, avrà propri parcheggi dedicati e si trova in un’area di grande sviluppo edilizio, proprio dove abita un gran numero di firmatari, a dimostrazione che si tratta di un’area densamente popolata già adesso e quindi non fuori paese – chiarisce il Sindaco –. Inoltre, va sottolineato che i 14.000 metri quadrati necessari per un polo scolastico non possono certo essere reperiti in un centro storico. Lo spostamento delle attività di San Lorenzo, come spiegato in ogni serata, sarà richiesto obbligatoriamente dagli enti finanziatori pena il mancato finanziamento anche di una eventuale ristrutturazione in loco dell’edificio della primaria del capoluogo”.

Nella lettera viene definita incerta anche la tempistica di realizzazione del plesso.

“Le paure sui lavori che non avanzano sono identiche per nuova costruzione e ristrutturazione, con il rischio di lasciare bambini nei containers per un tempo infinito in caso di ristrutturazione – afferma Renaudi –. Anche le vecchie scuole quando costruite erano al bordo del paese con soli prati a monte, basta cercare qualche foto storica del paese. E’ soltanto cambiata la distribuzione urbanistica del paese ma le situazioni sono di fatto identiche a 70 anni di distanza. I costi per la demolizione delle vecchie strutture sono coperti da finanziamenti specifici, anche questo già spiegato in più sedi, così pure come la questione del consumo di suolo, che già adesso rispetta tutte le norme europee italiane e regionali. In ogni caso compenseremo con riduzione di edificabilità in altre aree. Curioso che si definisca “rurale e paesaggistica” un’area ad alta densità di costruzioni e che la definiscano così quelli che lì hanno edificato proprio la casa. La conclusione del gruppo di Idee Insieme rispetto a questa ultima lettera è una sola: propaganda elettorale su dubbi già dissipati e ampiamente spiegati. Invitiamo tutti all’ultima serata per fare ai candidati tutte queste domane e ascoltare le spiegazioni che verranno date”. Paolo RenaudiPaolo Renaudi

La lettera integrale del Comitato

A pochi giorni dalle prossime elezioni amministrative, a Peveragno si riaccende l’appello di molti cittadini a ripensare il progetto del nuovo polo scolastico. L’incontro con la popolazione avvenuto a marzo di quest’anno non è stato il momento di confronto che i firmatari della petizione del 2022, e non solo, si aspettavano perché si è unicamente presentato l’iter decisionale che ha portato l’attuale Amministrazione a scegliere il progetto di realizzazione ex novo del polo scolastico, senza oltretutto entrare nei dettagli di come saranno organizzati gli spazi sia interni che esterni. Nel corso dell’incontro è emerso come, dal 2022 ad oggi, alla popolazione sia stata del tutto esclusa la possibilità di intervento sullo stesso, definito ‘la scelta migliore’ dall’Amministrazione, in un processo dichiaratamente unilaterale. Tutto ciò nonostante i maggiori costi di realizzazione (più di 11 milioni di Euro per il nuovo polo contro gli 8 circa per la ristrutturazione degli edifici esistenti) e nonostante non siano ancora stati presentati e approvati né il progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo polo scolastico né il progetto e il computo economico della riqualificazione dell’area dell’attuale scuola primaria e secondaria del capoluogo, se gli edifici fossero demoliti come previsto dall’attuale Amministrazione. Non c’è nemmeno la certezza che i costi complessivi siano ancora attendibili perché gli 11 milioni di Euro erano già stati indicati nella conferenza stampa del 2022 come il costo complessivo presunto, mentre in questi ultimi quattro anni gli aggravi ci sono stati sicuramente e non è noto a quanto potrebbero ammontare. La motivazione principale della scelta del nuovo polo è stata la certezza di raggiungere, con la costruzione di nuovi edifici, un indice di sicurezza sismica (ovvero, in estrema sintesi, la capacità di un edificio di resistere ai terremoti più intensi) pari al 100% mentre con la ristrutturazione si arriverebbe al 60%. Tuttavia, dall’Amministrazione non è mai stata presa in considerazione la possibilità di demolire e ricostruire in loco le scuole primarie di Peveragno e di San Lorenzo e la scuola secondaria di I grado di Peveragno, opzione che avrebbe garantito comunque un indice di sicurezza sismica massimo senza dover incorrere nell’acquisto dei terreni e nel futuro costo di riqualificazione delle aree dismesse. Nel corso della serata di presentazione del progetto tenutasi a marzo, è stato fatto cenno alla scarsità di superficie dell’area su cui attualmente sorgono le scuole primaria e secondaria di I grado del capoluogo, fattore che avrebbe precluso la possibilità di realizzare in loco le nuove scuole, ma non è stato dichiarato quale sia, a norma del D.M. del 18 dicembre 1975 sul dimensionamento scolastico, la superficie minima sulla base degli studenti peveragnesi, che sono ovviamente in calo come da trend demografico nazionale. Rimane incerta anche la tempistica di realizzazione del polo: nel 2022, infatti, era stato indicato un periodo di 2/4 anni, ma oggi, quattro anni dopo, sono stati solo acquisiti da parte dell’Amministrazione i terreni ed è in fase di ultimazione il progetto ( non ancora approvato in Giunta) che dovrà poi essere candidato a un bando regionale per la ristrutturazione degli edifici scolastici che presumibilmente uscirà nel 2026 e i cui vincitori potrebbero essere confermati fino a 3 anni dopo la scadenza per la presentazione delle candidature, in caso di ripescaggio. Inoltre il progetto non potrà rientrare nel PNRR in quanto i bandi per la riqualificazione delle scuole sono stati emessi prevalentemente nel 2022 e quindi sono tutti ormai scaduti: un’occasione mancata per il Comune di Peveragno in quanto questi bandi avrebbero coperto il 100% della spesa, contro l’80% o il 90% che finanzierebbero i bandi regionali in corso di pubblicazione. Il PNRR inoltre avrebbe permesso di vedere almeno parte delle nuove scuole (non potendo finanziare interventi su diversi edifici) complete e funzionanti entro il 31 dicembre 2026, secondo le tempistiche dettate proprio dal PNRR stesso. Il “problema” di collocare temporaneamente gli studenti in classi temporanee all’interno di moduli abitativi, elencato tra i fattori che hanno portato l’Amministrazione a escludere la possibilità di ristrutturare o rifare in loco le scuole, sarebbe stato limitato quindi a 4 anni al massimo, contro gli 8 anni presentati dall’Amministrazione durante l’incontro di marzo. Si sarebbe quindi potuto avere almeno le scuole primaria e secondaria del capoluogo ricostruite in loco con i massimi standard di sicurezza entro la fine di quest’anno. Quale sarà la reale copertura finanziaria dei nuovi bandi regionali e quali saranno le tempistiche effettive, non è dato saperlo e questo rende ancora più incerta la decantata convenienza di creare un nuovo polo scolastico. I costi che non saranno coperti dai bandi saranno coperti da altri finanziamenti, anch’essi soggetti a incertezza, e da mutui accesi appositamente dal Comune e di cui non si può prevedere ad oggi la cifra, ma che di sicuro graveranno sul bilancio. L’incertezza è tale che si è anche valutata la possibilità di interrompere i lavori o di procedere per gradi lasciando indietro la costruzione dell’edificio della palestra, qualora i fondi regionali non fossero sufficienti. I costi non sono l’unico problema, rimangono anche i problemi legati alla viabilità risolta con un senso unico che funzionerà sulla carta, ma le cui conseguenze sono incerte all’entrata e all’uscita degli alunni.  Rimangono irrisolti l’impatto che il decentramento della scuola avrebbe sulla frazione di San Lorenzo e sull’organizzazione scolastica oltre che sulle attività del territorio e l’impatto anche economico della cementificazione sul turismo, soprattutto per i piccoli centri rurali come Peveragno che hanno nel paesaggio una delle loro più grandi ricchezze. Sono tutti temi che avrebbero dovuto essere affrontati per tempo con il coinvolgimento dei cittadini, delle famiglie, del personale scolastico, dei commercianti per trovare la scelta migliore alla luce delle necessità dei peveragnesi. Il progetto può ancora essere fermato e rivisto in un’ottica più condivisa per il bene di Peveragno e di tutti i peveragnesi. Pertanto rinnoviamo il nostro appello non solo a nome dei 710 firmatari della petizione del 2022, ma anche a nome dei molti peveragnesi che in questi quattro anni hanno manifestato le loro perplessità, non risolte nell’incontro con la popolazione.

Lettera firmata.