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118, Calderoni e Marro: “Insoddisfacente la risposta sull’automedica”
La riorganizzazione del servizio 118 nelle aree montane e interne del Cuneese al centro dello scontro in Consiglio regionale tra opposizione e Giunta.

Scontro in Consiglio regionale sulla riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza. Il consigliere Pd denuncia tagli mascherati per Alba, Bra e le valli cuneesi. L’assessore Riboldi replica: “Nessun taglio, solo un modello moderno ed efficiente”.

Il futuro del servizio di emergenza-urgenza 118 in Piemonte è stato al centro di un acceso dibattito durante la sessione di Question Time ieri in Consiglio regionale. Il consigliere del Partito Democratico Mauro Calderoni, insieme alla collega Giulia Marro (AVS), ha espresso forte preoccupazione per la riorganizzazione del servizio, denunciando una drastica riduzione della presenza medica sui mezzi di soccorso nelle aree montane e periferiche.

Calderoni ha portato all’attenzione della Giunta la situazione dei distretti di Alba e Bra, che servono oltre 166mila residenti in 75 comuni. Il passaggio a una sola automedica diurna operativa a giorni alterni tra i due centri comporterebbe, secondo il consigliere, un peggioramento dei livelli di sicurezza per i cittadini.

Ancora più critica la situazione in Valle Tanaro. Calderoni ha segnalato che dal 1° maggio, nel presidio di Garessio, la presenza del medico nei fine settimana e nei festivi è stata sostituita da personale infermieristico, nonostante le difficoltà viarie e l’alta presenza di popolazione anziana e fragile.

La consigliera Giulia Marro ha rincarato la dose, citando le posizioni dell’Uncem che parla di “tagli mascherati”, e ha contestato il metodo della Giunta, accusandola di aver avviato la riorganizzazione senza un adeguato confronto con i sindaci.

L’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha rigettato con fermezza l’accusa di tagli, definendo il provvedimento un “modello moderno” ispirato agli standard internazionali. Riboldi ha spiegato che il medico viaggerà su un mezzo agile per intervenire rapidamente solo nei casi di reale necessità, mentre gli infermieri specializzati sono formati per eseguire manovre salvavita in autonomia.

“La risposta non è soddisfacente”, ha replicato Calderoni. “È necessario fare chiarezza e avviare un confronto serio con i sindaci e le comunità locali. La riorganizzazione dei servizi sanitari non può tradursi in un arretramento dei livelli di tutela, in particolare nelle aree interne e montane”.

L’assessore ha annunciato due incontri: uno fissato per oggi,  6 maggio, con la conferenza dei sindaci dell’ASL CN2 a Verduno e un successivo confronto per la Valle Tanaro l’undici maggio.