Sanità Piemonte, sindacati verso la mobilitazione: “Più servizi ma meno personale e risorse dimezzate”
Dopo l’incontro con la Regione, i sindacati del comparto sanitario annunciano lo stato di agitazione. Cento infermieri in meno in quattro mesi, fondi per turni aggiuntivi tagliati del 50% mentre si aprono nuove strutture del PNRR senza nuove assunzioni.
L’incontro odierno tra le organizzazioni sindacali CISL FP, FIALS, NURSIND e NURSING UP e la Regione Piemonte non ha prodotto le risposte attese sulla cronica carenza di personale sanitario. Le sigle hanno ufficialmente preavvisato l’apertura dello stato di mobilitazione, con iniziative di protesta già dai prossimi giorni in assenza di soluzioni concrete.
I numeri emersi dal confronto delineano una situazione critica: negli ultimi quattro mesi la regione ha perso cento infermieri, mentre contemporaneamente sono stati dimezzati i fondi destinati alle prestazioni aggiuntive per la copertura dei turni. Parallelamente, cresce il personale della dirigenza.
La situazione si aggrava con l’apertura delle nuove strutture previste dal PNRR – Case e Ospedali di Comunità – che sta avvenendo senza l’inserimento di nuovo personale. Per garantire gli standard sarebbero necessari oltre mille infermieri e cinquecento operatori di altre figure professionali, ma la riorganizzazione sta procedendo sottraendo risorse alle strutture esistenti.
“È matematicamente impossibile aprire nuovi servizi con meno personale e meno risorse senza incidere negativamente su quelli esistenti”, hanno dichiarato i sindacati, sottolineando come gli standard assistenziali nei reparti ospedalieri non siano più garantiti in molti casi. Il rapporto infermiere-paziente risulta ormai lontano dai livelli di sicurezza.
Un’ulteriore criticità riguarda la programmazione delle ferie estive, che potrebbero essere a rischio per molti operatori. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito che nessun professionista è più disposto a lavorare oltre l’orario contrattuale gratuitamente.
Le previsioni per il futuro sono ancora più preoccupanti: a fronte di poche centinaia di infermieri che potrebbero entrare nel servizio pubblico ogni anno, ne usciranno migliaia. “Il tempo del dialogo sterile è finito”, hanno concluso i rappresentanti sindacali, annunciando che in assenza di risposte concrete dalla Giunta Regionale la mobilitazione si presenterà con ogni forma consentita.


