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Sanfrè e Ceresole, messaggi per il 2056: interrata la “Capsula del Tempo”

Gli studenti dell’Istituto “Arpino” affidano al futuro lettere, sogni e semi di papavero: un ponte tra generazioni nel segno della speranza

“Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane”: si apre con queste parole la lettera che gli studenti di Sanfrè hanno indirizzato ai loro compagni del futuro, lettera che è stata inserita nella “Capsula del tempo” interrata la mattina dello scorso 24 aprile nel giardino dell’istituto. Quando, tra trent’anni, i futuri alunni la apriranno, ci troveranno anche dei semi di papavero, simbolo di rinascita dopo la sofferenza.

«Il rosso dei petali ricorda il sangue versato durante le guerre – ha spiegato Massimo Panero, componente dell’associazione Adipa per la diffusione di piante tra amatori, Sezione del Piemonte -. Dalla terra smossa dalle bombe, sono poi sempre spuntati migliaia di papaveri».

Nella missiva e con brevi messaggi su biglietti colorati, bambini e ragazzi di Sanfrè hanno invitato i loro futuri compagni a fare sempre domande per conoscere di più loro stessi e il mondo, a rispettare il pianeta e il paese nel quale giocheranno e andranno a scuola, a coltivare le loro passioni.

«Allo stesso modo, io auguro a voi di realizzare i vostri sogni – ha detto Anna Giordana, Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Arpino” di Sommariva Bosco, di cui la sede di Sanfrè fa parte -. In questa giornata di sole facciamo un salto nel futuro e regaliamo a coloro che apriranno la capsula un messaggio di impegno e di speranza». Per fare in modo di individuare con precisione il punto in cui la capsula è stata interrata, è stata messa a dimora una pianta di corniolo.

La stessa iniziativa ha coinvolto nello stesso giorno ragazze e ragazzi della scuola di Ceresole d’Alba e anche qui, nell’aprile 2056, qualcuno aprirà la capsula e leggerà i messaggi. «Abbiamo messo a dimora un albero, affidato parole al futuro, deposto semi capaci di attendere e raccontato ai bambini che ogni gesto di cura può attraversare il tempo – aggiunge la Dirigente Anna Giordana – Perché educare significa anche questo: piantare oggi qualcosa che forse fiorirà domani, o tra molti anni, quando altre mani, altri occhi e altri cuori ritroveranno ciò che noi abbiamo voluto consegnare al futuro. Un ringraziamento speciale a Chiara Masia, sindaco di Ceresole d’Alba, per aver condiviso con noi questo momento».

Alla cerimonia hanno partecipato i bambini della scuola dell’Infanzia, gli alunni della Primaria e della Secondaria e le loro insegnanti.