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Da Cuneo a Washington, la Casa Bianca attacca George Clooney: “Il crimine di guerra sono i suoi film”

L’attore ha criticato duramente le minacce americane all’Iran dal palco del Palazzetto dello Sport. La risposta non si è fatta attendere

“Le minacce di Trump sul voler mettere fine alla civiltà iraniana sono un crimine di guerra, dev’esserci un confine sulla decenza che non va oltrepassato”. Così si è espresso il Premio Oscar e attivista George Clooney in occasione dell’incontro a Cuneo con gli studenti della Granda, nell’ambito di “Dialoghi sul talento”.

Le sue parole hanno fatto il giro del mondo e, prevedibilmente, è arrivata la piccata risposta da parte della Casa Bianca. A replicare alle critiche di Clooney ci ha pensato Steven Cheung, direttore della comunicazione, intervenuto tramite il quotidiano The Independent: “L’unico a commettere crimini di guerra è Clooney, per i suoi film e la pessima recitazione”.

Tramite Deadline, Clooney ha replicato a sua volta: “Le famiglie stanno perdendo i loro cari. I bambini sono stati inceneriti. L’economia mondiale è sull’orlo del baratro. Questo è il momento di un dibattito acceso ai massimi livelli. Non di insulti infantili. Inizio io. Un crimine di guerra si configura ‘quando vi è l’intento di distruggere fisicamente una nazione’, come definito dalla Convenzione sul genocidio e dallo Statuto di Roma. Qual è la difesa dell’amministrazione? Oltre a definirmi un attore fallito, cosa con cui concordo pienamente, avendo recitato in Batman & Robin?“.