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Biodigestore di Ruata Eandi, cresce la mobilitazione: attesa per il consiglio provinciale aperto
La zona di Ruata Eandi a Saluzzo al centro del dibattito sul progetto del biodigestore e sugli impatti per i residenti.

Il Comitato del No al biodigestore di Ruata Eandi rilancia le preoccupazioni su traffico, impatti ambientali e sicurezza. Dopo l’incontro con il presidente della Provincia, si attende il consiglio aperto del 4 maggio a Saluzzo.

Saluzzo. Si riaccende il dibattito attorno al progetto del biodigestore di Ruata Eandi, al centro delle contestazioni del comitato di cittadini che si oppone alla realizzazione dell’impianto. Dopo il presidio davanti alla Provincia di Cuneo dello scorso febbraio, i rappresentanti del Comitato del No hanno incontrato il presidente Luca Robaldo direttamente nella frazione interessata.

Al centro del confronto, soprattutto, l’impatto del traffico pesante necessario al funzionamento dell’impianto. Secondo le stime progettuali si parla di circa 156mila chilometri annui, ma per i residenti il dato sarebbe sottostimato: la presenza di intermediari nella raccolta di reflui e scarti agricoli comporterebbe un aumento significativo dei viaggi su gomma.

Non meno rilevanti le preoccupazioni ambientali e sanitarie. I cittadini segnalano il rischio di inquinamento delle falde, la diffusione di odori e la presenza, a ridosso delle abitazioni (meno di 200 metri), di sostanze come gas e acido solforico. Timori che, secondo il comitato, restano sostanzialmente invariati anche dopo le modifiche progettuali presentate dalla società proponente a inizio marzo, a seguito della proroga dei termini.

Le integrazioni depositate – tra cui l’adozione di gasometri flottanti – non comporterebbero infatti una riduzione dell’impianto, ma piuttosto un adeguamento tecnico volto a mantenere i quantitativi di gas al di sotto della soglia che farebbe scattare la procedura RIR (Rischio di Incidente Rilevante), evitando così un iter autorizzativo più complesso.

Intanto, la Provincia ha convocato una nuova conferenza dei servizi per il 19 maggio, passaggio cruciale per l’evoluzione del progetto. Parallelamente, la vicenda ha attirato anche l’attenzione di Greenpeace, grazie a un incontro tra il comitato e il gruppo locale torinese, segno di una mobilitazione che punta ad allargarsi oltre i confini del territorio.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 4 maggio, quando a Saluzzo si terrà un consiglio provinciale aperto, convocato alle 16:30, dedicato proprio al tema degli impianti di biometano e biogas. Un momento che il Comitato del No considera decisivo per ottenere prese di posizione chiare da parte delle istituzioni e, soprattutto, risposte concrete alle criticità sollevate.