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25 aprile a Monterosso: polemiche sul “suggerimento” di non cantare Bella Ciao
Le celebrazioni del 25 aprile: al centro delle polemiche l'episodio di Monterosso Grana

Alleanza Verdi e Sinistra condanna l’invito rivolto agli studenti dal sindaco durante le celebrazioni. “La memoria della Resistenza non si limita, specialmente ai giovani”. Il primo cittadino respinge le accuse: “Non è stato un divieto”.

Alleanza Verdi e Sinistra Cuneo esprime “profonda preoccupazione e ferma condanna” per quanto accaduto a Monterosso Grana in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Secondo quanto denunciato dal movimento, il sindaco del comune avrebbe “suggerito” agli studenti di non cantare Bella Ciao durante la manifestazione.

“Le ragazze e i ragazzi delle nostre scuole rappresentano il futuro della nostra democrazia e della memoria della Resistenza contro il nazifascismo”, si legge nella nota diffusa da AVS. “Limitare il loro slancio, la loro partecipazione e la loro voce è un fatto di estrema gravità. Proprio dalle istituzioni dovrebbe arrivare un messaggio chiaro e inequivocabile: la storia non si riscrive, e la memoria collettiva va coltivata, custodita e trasmessa con responsabilità”.

Il movimento sottolinea come ciò che si tramanda alle nuove generazioni non sia soltanto il racconto dei fatti, ma l’insieme dei valori che quei fatti rappresentano: libertà, giustizia, partecipazione, democrazia. “Bella Ciao è un canto di liberazione e di speranza, un simbolo condiviso che attraversa generazioni e confini. Sottrarlo a studenti e studentesse significa privarli di un momento di consapevolezza e di espressione collettiva”, prosegue la nota.

AVS respinge le giustificazioni del sindaco, che avrebbe ridimensionato l’accaduto sostenendo di non aver imposto un divieto, ma formulato un semplice “suggerimento“. “Come se il suo ruolo istituzionale fosse una giacchetta da mettere e togliere a seconda che faccia comodo o meno assumersi la responsabilità che da esso deriva“, replica il movimento. “Lei non si è mostrato all’altezza del suo ruolo e della nostra storia, e ai giovani e alle giovani a cui è stato chiesto di non cantare dopo settimane di prove questo è chiarissimo“.

Il comunicato si chiude con un messaggio rivolto agli studenti coinvolti: “Continuate a cantare, a studiare, a partecipare. La memoria della Resistenza vive anche attraverso la vostra voce, il nostro patrimonio più grande che nessuno ha il diritto di mettere a tacere“.