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Una canzone che unisce sentimenti e ricordi: l’appello di Paolo Acchiardi per i cedri di piazza Europa
Paolo Acchiardi, alias "Elia", è sceso in piazza con una canzone sui cedri

Il chitarrista cuneese ci racconta il suo brano a sostegno degli storici alberi

Si chiama Paolo Acchiardi, in arte Elia, e la musica è la sua professione. Cantante, chitarrista, frontman della band Emily La Chatte e insegnante, recitano alcune voci del suo curriculum. In questi giorni in molti si sono riuniti per salvaguardare i dieci cedri dell’Atlante di piazza Europa dall’abbattimento. Anche il musicista cuneese ha voluto far sentire la sua vicinanza, tramite ciò che gli riesce meglio: suonare la chitarra e cantare.

In attesa di capire il destino degi storici alberi (il prossimo 5 marzo è prevista l’ordinanza del Consiglio di Stato) l’autore ci ha raccontato la storia del brano “La canzone del cedro”, che su YouTube ha già registrato oltre 4 mila visualizzazioni a pochi giorni dalla sua uscita.

Come nasce “La canzone del cedro”?

“Beh, innanzitutto, essendo io di Cuneo, dentro questo brano ci sono ricordi. Ma è soprattutto un modo per cercare di dare il mio supporto a una causa a cui tengo parecchio. Domenica scorsa (22 febbraio) ho preso la chitarra e mi sono sistemato sotto un cedro di notte, poi ho pensato a tutto quello che avrebbero da raccontare questi imponenti alberi, con 80 anni alle spalle, se potessero davvero parlare. Chissà quante cose hanno visto! E in poche ore è nata la canzone che racconta il loro punto di vista”.

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L’iniziativa è stata parecchio apprezzata e lo dicono le visualizzazioni su YouTube e sui social.

“Stiamo facendo ottimi numeri, sarà importante coinvolgere la cittadinanza e raggiungere più persone possibili. Non so se questo cambierà davvero le cose, ma rimane la visione poetica e si è visto ieri con il live nella piazza”.

Qual è il messaggio principale che vuoi lanciare con questo brano?

“Cerchiamo di raggiungere tutti i cuneesi e non con le emozioni e i ricordi. Ognuno tira acqua al proprio mulino, ma io sono convinto che si possa accontentare entrambe le parti riqualificando la zona ma evitando di abbattare i cedri”.

Il dibattito resta acceso.

“Questo progetto non convince e, se dovesse realizzarsi, la piazza rischierà di non essere più spazio di aggregazione venendo meno alla funzione rinfrescante durante le giornate più calde. E diventerebbe, pertanto, un posto deserto com’è accaduto per altri luoghi, vedasi piazza della Costituzione”.