Stadio e fusione con Albese, il Comune di Bra risponde: «100 anni di storia non si mettono da parte»
L’assessore allo Sport Francesco Matera replica alla conferenza stampa di AC Bra e Albese: il Comune ha investito 700mila euro, ma non può coprire l’intero progetto da 2,4 milioni.
Il Comune di Bra rompe il silenzio sulla vicenda che agita il calcio braidese. A prendere la parola è Francesco Matera, assessore allo Sport, che con una dichiarazione ufficiale datata oggi, 6 marzo 2026 risponde alla conferenza stampa congiunta tenuta ieri da AC Bra e Albese, nella quale si era annunciata una possibile fusione tra i due club.
Matera parte da una precisazione sul metodo: l’Amministrazione comunale ha appreso della conferenza stampa dai giornali online. «Nonostante con la società non sia mai mancato il dialogo», sottolinea l’assessore, il Comune non è stato coinvolto preventivamente. Una distanza comunicativa che stride con mesi di lavoro condiviso sulla questione stadio.
Al centro della vicenda c’è il progetto di adeguamento dell’impianto “Augusto Manzo” ai requisiti della Lega Pro, stimato in 2,4 milioni di euro. Il Comune di Bra ha inserito nel Piano Triennale degli Investimenti 700mila euro — da finanziarsi con mutuo — ma per la quota restante non si sono fatti avanti né privati né enti pubblici sovracomunali. Nel comunicato diffuso da AC Bra e Albese emerge invece che il Comune di Alba sarebbe pronto a stanziare la cifra mancante per omologare il proprio stadio alla Serie C, cifra che secondo Matera «parrebbe decisamente inferiore a quella del progetto Bravi».
L’assessore chiarisce di non voler entrare nel merito della gestione sportiva né della fusione annunciata — «quell’aspetto compete alla società sportiva, che ricordiamo essere professionistica» — ma non nasconde la preoccupazione per le implicazioni identitarie dell’operazione. «Sono convinto che più di cento anni di storia non possono essere messi da parte», scrive Matera, che annuncia il proprio impegno personale a seguire l’evoluzione della vicenda per tutelare «l’identità, la valorizzazione dei giovani calciatori, del settore giovanile e la passione del tifo sportivo».
Sul fronte stadio, il Comune punta sui bandi previsti nel corso del 2026, pur riconoscendo che l’attesa complica anche la pianificazione sportiva del club.


