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Sanità piemontese, i sindacati: “Silenzio inaccettabile da parte dell’Assessore, pronti alla mobilitazione”
Sindacati sul piede di guerra: denunciato lo stallo del confronto con la Regione sulla gestione della sanità piemontese.

CISL FP, FIALS, Nursind e Nursing Up diffidano la Regione Piemonte denunciando lo stallo del confronto sulla sanità. Critiche su PNRR, emergenza 118, prestazioni aggiuntive e carenza di personale. “Gestione unilaterale”, avvertono: senza risposte, pronti alla mobilitazione.

Tensione crescente sul fronte della sanità piemontese. Le organizzazioni sindacali CISL FP, FIALS, Nursind e Nursing Up hanno inviato una diffida alla Regione Piemonte denunciando quello che definiscono uno “stallo totale” del confronto con l’assessorato alla Sanità.
Secondo le sigle, nonostante le ripetute richieste di incontro, mancherebbe un dialogo su questioni cruciali che riguardano sia la qualità dei servizi ai cittadini sia le condizioni di lavoro degli operatori. “Siamo di fronte a una gestione unilaterale”, accusano i rappresentanti sindacali, evidenziando come le aziende sanitarie starebbero procedendo “in ordine sparso”, con il rischio di generare disomogeneità e disorganizzazione.
Quattro i nodi principali al centro della protesta. Il primo riguarda l’attuazione del PNRR, in particolare la riorganizzazione della sanità territoriale con case e ospedali di comunità: i sindacati parlano di processi portati avanti “a fari spenti”, senza chiarezza sugli effetti per personale e servizi, con il timore di esternalizzazioni e carenze di organico.
Altro punto critico è quello delle prestazioni aggiuntive: il tavolo regionale risulta fermo, mentre le singole aziende avrebbero già avviato iniziative autonome, senza un quadro condiviso di risorse e criteri.
Forte preoccupazione anche per l’emergenza-urgenza. Il confronto sulla riorganizzazione del servizio 118 sarebbe stato interrotto senza spiegazioni, lasciando in sospeso sia il futuro dei lavoratori sia l’efficienza complessiva del sistema.
Infine, i sindacati denunciano un vero e proprio “blackout” sui dati occupazionali: da mesi non verrebbero forniti aggiornamenti sulle carenze di personale. Una situazione che, sottolineano, rende impossibile pianificare interventi efficaci per il potenziamento del sistema sanitario regionale, in particolare sul fronte infermieristico.
Le organizzazioni ribadiscono la disponibilità al dialogo, ma parlano apertamente di una “grave mancanza di rispetto” per l’interruzione dei tavoli negoziali. Da qui l’ultimatum: senza una convocazione immediata e risposte concrete, saranno avviate iniziative di mobilitazione.