Parco Fluviale, al via il nuovo studio sulla qualità delle acque di Gesso e Stura
A 44 anni dalla prima storica ricerca, riparte il monitoraggio ambientale nel Parco Fluviale Gesso e Stura. Università, Comune, Legambiente e Fondazione Musso analizzeranno acque e macrofauna per fotografare lo stato di salute dei fiumi in vista del ventennale del 2027.
Cuneo. A distanza di oltre quattro decenni dalla prima indagine scientifica, il Parco Fluviale Gesso e Stura torna sotto la lente dei ricercatori per verificare lo stato di salute delle sue acque e dell’ecosistema circostante.
Era il 1982 quando venne pubblicato, a cura del Comune di Cuneo, il volume “Tra Gesso e Stura”, uno dei primi studi italiani sulla fauna macrobentonica, cioè l’insieme di piccoli organismi che vivono sul fondo dei fiumi e che rappresentano preziosi indicatori della qualità ambientale. All’epoca il quadro era critico: discariche abusive, scarichi non depurati, escavazioni negli alvei e boschi a rischio. Il titolo della ricerca era emblematico: “L’uomo come agente di degrado ambientale”.
Dopo un lungo percorso di risanamento culminato nel 2007 con l’istituzione ufficiale del Parco, il territorio ha conosciuto un profondo miglioramento ambientale, diventando luogo di svago, sport e mobilità dolce. Ma tutto è davvero risolto?
Per rispondere a questa domanda, gli autori dello studio originario, insieme alla Fondazione Francesco Musso, a Legambiente – circolo di Cuneo – e all’Università di Torino, hanno avviato un nuovo progetto di monitoraggio, in convenzione con l’ente gestore del Parco. Il nuovo lavoro porterà un titolo significativo: “L’uomo come agente di recupero ambientale”.
La ricerca sul campo è coordinata dai professori Stefano Fenoglio e Tiziano Bo del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’ateneo torinese e coinvolgerà anche una giovane ricercatrice, grazie a una borsa di studio post-laurea finanziata dalla Fondazione Musso. Fondamentale sarà inoltre il contributo di ARPA Piemonte, che metterà a disposizione dati idrochimici, microbiologici e biologici raccolti negli anni, oltre alle informazioni derivanti dalle stazioni di monitoraggio attive lungo i corsi d’acqua in base al Decreto 260/2010.
I campionamenti sono già iniziati: undici le stazioni analizzate tra Borgo San Dalmazzo e Fossano, con rilievi chimico-fisici e studio della macrofauna bentonica. Le indagini proseguiranno per tutto il 2026 e nel 2027, incrociando i dati ambientali con quelli idrologici e le pressioni antropiche.
L’obiettivo è chiaro: arrivare al 2027, anno del ventennale del Parco, con una fotografia aggiornata e scientificamente fondata della salute dei fiumi Gesso e Stura, individuando eventuali criticità residue e possibili soluzioni per consolidare il percorso di recupero ambientale.


