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Ospedale di Cuneo, l’affondo di Sturlese: “Scelta di Confreria errore madornale, è il gioco delle tre carte”
Il consigliere comunale Ugo Sturlese ieri al consiglio comunale straordinario sull'Ospedale

Il decano del Consiglio, Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), gela l’entusiasmo della Giunta: critica la scelta del sito, denuncia la confusione sui finanziamenti tra PPP e INAIL e propone il rilancio dell’attuale Santa Croce.

Cuneo. Non usa giri di parole Ugo Sturlese, rappresentante di “Cuneo per i Beni Comuni”, per descrivere quello che definisce un “patto paradossale” tra Regione e Comune. Durante il Consiglio Comunale straordinario dedicato al nuovo polo sanitario, che si è tenuto ieri pomeriggio, il consigliere ha espresso un profondo scetticismo, ricordando come le promesse odierne arrivino dopo un ritardo accumulato di otto anni e una discussione che si trascina addirittura dal 2005.

Secondo Sturlese, l’attuale stallo è figlio di scelte sbagliate alla radice. L’individuazione del sito di Confreria, avvenuta nel gennaio 2021, viene bollata come un “errore madornale”. “Oggi si parte da zero perché si è sbagliata la scelta iniziale”, ha incalzato il consigliere, criticando anche l’impostazione culturale della Regione, accusata di una visione di “retroguardia” tutta centrata sul mattone dei nuovi ospedali a scapito dei servizi territoriali.

Il punto più critico dell’intervento ha riguardato la copertura economica dell’opera. Sturlese ha parlato apertamente di un “gioco delle tre carte”. La confusione tra fondi statali (Articolo 20), fondi INAIL e Partenariato Pubblico Privato (PPP) non sarebbe affatto risolta.

Il consigliere ha evidenziato una frattura interna alla maggioranza regionale: mentre l’assessore Federico Riboldi (FdI) spinge per l’INAIL, il suo collega di partito (retius: coalizione) ed ex assessore Luigi Genesio Icardi (Lega) si è espresso ancora pochi giorni fa a favore del PPP. Sturlese ha inoltre espresso dubbi sulla correttezza di bandire nuove gare di progettazione mentre è ancora in corso una diatriba legale al Consiglio di Stato.

In controtendenza rispetto al progetto del nuovo hub, Sturlese ha riproposto la visione del suo gruppo: un intervento di rinnovamento totale dell’attuale ospedale Santa Croce. Secondo il consigliere, estendere la struttura verso est e acquisire il palazzo dell’INPS avrebbe permesso di essere già in una fase avanzata di realizzazione, evitando le incertezze che oggi pesano sul futuro della sanità cuneese.

Non è mancato, infine, un riconoscimento al lavoro del direttore uscente Tranchida: “Senza di lui e i suoi investimenti, questo ospedale sarebbe andato incontro a un tracollo”.