Gasolio e concimi: soffre anche la Granda. La battaglia degli agricoltori autonomi contro le speculazioni
Dalle piazze alle istituzioni: l’associazione denuncia gli aumenti sregolati che stanno mettendo a dura prova il comparto
Le speculazioni sui costi del gasolio e dei concimi fertilizzanti a causa del conflitto in Medio Oriente stanno mettendo a dura prova anche le aziende del Cuneese. Per questo motivo è scesa in campo l’associazione Agricoltori Autonomi Italiani, impegnata su più fronti.
“Era opportuno fare qualcosa per una situazione inconcepibile – spiega Federico Vinai, riferimento dell’associazione per la provincia di Cuneo –. Capisco il brutto momento, ma questa è mera speculazione e ci sentiamo fortemente penalizzati. Stiamo raccogliendo adesioni anche a livello nazionale, perché questo problema riguarda tutti”. Da qui la decisione di aderire a Coapi (Coordinamento Agricoltori Pescatori Italiani), un movimento nato nel 2024 per unire le realtà del settore primario, promuovendo la sovranità alimentare, la tutela del territorio e i diritti dei lavoratori attraverso mobilitazioni e proposte.
Ma cos’è accaduto esattamente? Lunedì 2 marzo il gasolio è stato consegnato a 0,818 euro/litro + IVA mentre giovedì 5 era già salito a 1,167 euro/litro+ IVA. Un rincaro del 42,66% ben oltre quello che ha avuto il gasolio da autotrazione al distributore, e oggi è quotato 1,23 euro/litro+ IVA.
Lo stesso problema coinvolge il mercato dei concimi fertilizzanti, che sono aumentati e cominciano ad essere “contingentati” per paura di un blocco degli approvvigionamenti.
Questi rincari hanno avuto come conseguenza le manifestazioni del 6 e 7 marzo a Milano, Parma, Strasburgo, Bormio e Roma, dove le delegazioni delle province piemontesi hanno richiesto interventi urgenti per fermare una crisi che rischia di minare l’esistenza di numerose aziende e per ribadire il no al trattatoUe-Mercosur, giudicato come pietra tombale della nostra agricoltura.
Ma si è intrapresa anche la via istituzionale: a fine gennaio, infatti, l’associazione ha inviato una segnalazione all’ICQRF (istituto controllo qualità e repressione frodi) e all’AGCM, nota come antitrust in merito alle pratiche commerciali sleali, alla predominanza della GDO e dell’industria trasformatrice per cui ogni 100 euro spesi dal consumatore all’agricoltore ne arrivano 7. I nodi principali della questione riguardavano il mercato e la formazione dei prezzi dei cereali, e l’autorità garante ha accolto la segnalazione convocando Agricoltori Autonomi Italiani in audizione durante il procedimento della pratica.
Lo scorso 10 marzo, sempre all’AGCM e al Ministero dell’agricoltura, la denuncia da parte dell’associazione relativa, appunto, alle speculazioni sul prezzo del gasolio. Nello specifico, la richiesta prevede l’avvio immediato di controlli per bloccare il fenomeno e interventi da parte del governo per abbassare i costi di produzione con riduzione delle accise o immissione di liquidità.
“Non riteniamo neanche più fattibile il ricorso al credito di imposta – spiega Agricoltori Autonomi Italiani –, come avvenuto nel recente passato, perché le aziende non sono più in grado di anticipare. Rinnoviamo la nostra forte preoccupazione non solo come agricoltori ma come cittadini, perché si rischia di innescare un vortice negativo per l’approvvigionamento alimentare in un periodo in cui soffia fortissimo il vento di guerra”.
“In questi anni – prosegue l’associazione- abbiamo perso produzione di grano, carne, zucchero, tutti beni di prima necessità. Con l’aumento dei costi del gasolio e dei concimi si può ipotizzare un loro uso ridotto che porterà ad una diminuzione delle produzioni. Se poi, malauguratamente, si allargasse la guerra con il blocco o rallentamento degli scambi internazionali rischiamo veramente di vedere gli scaffali vuoti. Noi ribadiamo che l’agricoltura è un settore strategico, fondamentale per la sopravvivenza di una nazione soprattutto in tempi di guerra o di emergenza. Chiedere sovranità non vuol dire chiedere autarchia, ma la capacità di produrre il più possibile sul nostro territorio per essere pronti ad ogni evenienza”.




