«Europa unita subito»: oggi a Cuneo la manifestazione per la libertà dei popoli
Appuntamento oggi 7 marzo al Parco della Resistenza per la manifestazione promossa da Azione con l’adesione di tredici tra partiti e associazioni. Al centro Ucraina, Iran e la sfida all’autoritarismo globale
Cuneo scende in piazza per l’Europa e per la libertà. Oggi pomeriggio, alle ore 15:30, al Parco della Resistenza si terrà la manifestazione “Europa Unita Subito”, promossa da Azione insieme a tredici tra partiti e associazioni del territorio. L’iniziativa cade nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina e si inserisce nel clima di tensione seguito alle più recenti evoluzioni del conflitto che coinvolge l’Iran e il Medio Oriente.
L’appello, lanciato dal Segretario Provinciale di Azione Giacomo Prandi, ha raccolto l’adesione di Bellezza Radicale, Cuneo Civica, Cuneo Solidale, Europa Radicale, Italia Viva, Movimento Federalista Europeo, Ora!, Partito Democratico, Partito Liberal Democratico, Partito Socialista Italiano, Più Europa e Radicali Italiani. Un fronte trasversale che chiede un’Europa politicamente forte, coesa e capace di difendere i valori democratici su scala globale.
La scelta del Parco della Resistenza — già teatro di un’analoga iniziativa nel 2025 — non è casuale: lega simbolicamente le lotte di liberazione del Novecento alle sfide democratiche del presente. Alla manifestazione sono invitate a partecipare le comunità ucraine, iraniane e di tutti i popoli che combattono per la propria autodeterminazione.
«Nessun despota moderno potrà fermare la voglia di unità, libertà, pace e democrazia dei popoli», dichiara Prandi. «Il nostro è un appello che attraversa i continenti, per essere al fianco di chi combatte contro le oppressioni in ogni angolo del globo, dall’Ucraina con Putin, all’Iran con gli Ayatollah».
Il cuore politico dell’iniziativa è la richiesta di un’evoluzione federale dell’Unione Europea, per trasformare il Vecchio Continente in un attore geopolitico determinante in un momento in cui gli equilibri internazionali appaiono sempre più fragili.



