Cuneo, Cascina Vecchia di San Rocco Castagnaretta tra degrado e sfida di rilancio
Un investimento da 2,25 milioni di euro fermo al palo. La Giunta punta sulla “concessione in valorizzazione” per attirare privati, ma l’opposizione avverte: “La struttura sta marcendo nell’abbandono”.
Il futuro di Cascina Vecchia, la storica struttura di San Rocco, torna nelle discussioni del Consiglio Comunale di marzo. Nonostante il massiccio finanziamento di 2,25 milioni di euro ottenuto tramite il “bando delle periferie”, l’immobile appare oggi come un’incompiuta che rischia di trasformarsi in un simbolo di spreco.
Il consigliere di minoranza Giancarlo Boselli (Indipendenti) ha lanciato un duro monito all’aula, denunciando lo stato di degrado e abbandono in cui versa la cascina. “L’avrete recuperata solo quando sarà funzionante; per adesso subisce i colpi delle intemperie”, ha tuonato, sottolineando come molti locali siano rimasti incompleti e senza manutenzione.
Il fallimento del precedente progetto di gestione da parte di una società che fa capo a Open Baladin, ha lasciato un vuoto che l’amministrazione sta cercando faticosamente di colmare. L’opposizione ha espresso forti dubbi sulla capacità della struttura di resistere a un ulteriore lungo periodo di inutilizzo, suggerendo persino un sopralluogo tecnico per verificare l’effettivo deterioramento dell’immobile.
Per sbloccare lo stallo, gli assessori Alessandro Spedale (Patrimonio) e Cristina Clerico (Cultura) hanno illustrato la nuova strada intrapresa: la concessione in valorizzazione. Questo strumento giuridico permetterebbe di affidare la cascina a un operatore privato per un periodo lungo, garantendo una maggiore flessibilità progettuale rispetto ai bandi tradizionali.
I requisiti per i potenziali investitori sono però stringenti: un co-finanziamento privato minimo di 600.000 euro per il completamento degli allestimenti interni, la presentazione di un Piano Economico Finanziario (PEF) asseverato, che dimostri la reale sostenibilità del progetto imprenditoriale e il pagamento di un canone di affitto al Comune.
Le perplessità della minoranza non riguardano solo il degrado fisico, ma anche la fattibilità economica del bando. Chiedere un investimento di 600.000 euro oltre a un canone è stato definito da Boselli “un bel problema”, arrivando a suggerire polemicamente di valutare soluzioni alternative come l’affidamento alla nuova società Nexo (ex MIAC) qualora il bando andasse deserto.
Il consigliere Beppe Lauria ha inoltre richiesto massima chiarezza sulla distinzione tra i costi di investimento per l’adeguamento della struttura e l’affitto vero e proprio, paventando il rischio di un nuovo insuccesso.
L’assessora Clerico ha rivendicato con orgoglio il recupero della struttura, sottolineando che “i denari non piovono dal cielo” ma sono frutto di progetti validi. La Giunta si dice determinata a non farsi bloccare dalle “strettoie del passato”, mirando a costruire una cornice di gestione più ampia e moderna per restituire Cascina Vecchia alla cittadinanza.
Il prossimo passo decisivo sarà la commissione congiunta Patrimonio e Cultura, convocata per il 30 marzo, dove verranno definite le linee guida del bando. In quella sede si capirà se Cascina Vecchia potrà finalmente diventare un hub culturale pulsante o se resterà un sogno interrotto nel cuore di San Rocco.

