Trasporto pubblico, Azione contro i rincari 2026: “Così si colpiscono famiglie e pendolari”
Il partito critica l’aumento dell’1,32% previsto per il 2026 e ricorda che dal 2020 le tariffe sono cresciute del 18%. “Serve più equità e un confronto serio con la Regione”, chiedono Musso e Prandi.
Cuneo. Nuovi aumenti in vista per il trasporto pubblico regionale e scoppia la polemica. Azione esprime “netta contrarietà” all’adeguamento tariffario previsto per il 2026, pari all’1,32% in linea con l’inflazione programmata. Un rincaro definito “limitato” nei numeri, ma che – secondo il partito – si inserisce in un quadro ben più gravoso: dal 2020 a oggi i biglietti sono già aumentati complessivamente del 18%.
Per famiglie con figli studenti e per lavoratori pendolari, si tratta dell’ennesimo aggravio che si somma al caro vita. Azione richiama i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, secondo cui nel 2026 l’inflazione comporterà una maggiore spesa media di 672 euro annui per famiglia. In questo contesto, aumentare il costo di un servizio essenziale viene giudicato “una scelta sbagliata”.
Valutazione più articolata sull’iniziativa “Piemove – Piemonte Viaggia Studia”, considerata positiva nello spirito ma ritenuta selettiva, perché favorirebbe i capoluoghi lasciando indietro studenti e lavoratori delle aree provinciali, come il Cuneese.
«È necessario aumentare la capillarità del trasporto pubblico per garantire un servizio davvero efficiente su tutto il territorio e disincentivare l’uso dell’auto privata – dichiara Nicolò Musso, segretario cittadino di Azione Cuneo città –. Ma se parallelamente si continua con una politica di aumenti tariffari, ogni discorso di incentivazione perde credibilità».
Sulla stessa linea Giacomo Prandi, segretario provinciale di Azione Cuneo: «Dall’addizionale IRPEF agli aumenti sul trasporto pubblico, la Regione sta contribuendo ad alzare il costo della vita per cittadini che già fanno fatica ad arrivare a fine mese. Il trasporto pubblico deve essere uno strumento di equità sociale, non una voce su cui scaricare automaticamente gli adeguamenti».
Il partito chiede quindi una revisione delle politiche tariffarie e l’apertura di un confronto “serio e strutturato” per tutelare famiglie e pendolari.


