Piazza Europa, il Consiglio di Stato dice no alla sospensiva. Il Comune: “Attendiamo il 5 marzo”
Respinta l’istanza urgente contro i lavori. La Giunta di Cuneo annuncia che attenderà la Camera di Consiglio, ma interviene per la messa in sicurezza dell’area e condanna le tensioni in piazza.
Cuneo. Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza di sospensione cautelare monocratica presentata venerdì da associazioni e cittadini contro il Comune di Cuneo nell’ambito del contenzioso sulla riqualificazione di piazza Europa. Con il decreto firmato il 21 febbraio, i giudici hanno escluso la sussistenza dei presupposti di «estrema gravità ed urgenza» necessari per bloccare immediatamente gli effetti della sentenza del Tar, rinviando ogni decisione alla trattazione collegiale già fissata per il 5 marzo.
Secondo il provvedimento, le ragioni addotte dai ricorrenti si fonderebbero su notizie di stampa e prospetterebbero solo in via eventuale l’avvio dell’abbattimento degli alberi prima dell’udienza. Per questo, il Consiglio di Stato ha ritenuto di non anticipare la tutela cautelare in via monocratica, confermando la data della Camera di Consiglio.
Alla luce del decreto, l’Amministrazione comunale ha annunciato una linea di prudenza. «Ci siamo confrontati come Giunta – si legge nella dichiarazione emessa dalla sindaca Patrizia Manassero – e abbiamo convenuto opportuno adeguarci alle indicazioni di comportamento contenute nel Decreto e quindi di attendere comunque l’esito della Camera di Consiglio».
Nel frattempo, però, il Comune ritiene «necessario intervenire per la messa in sicurezza della parte di recinzione già montata», che sarà posta sotto controllo della videosorveglianza, «attraverso la quale sarà possibile individuare i responsabili di eventuali atti dolosi».
Non manca un passaggio sulle tensioni registrate in piazza durante l’allestimento del cantiere. «Ci rammarica profondamente il clima di tensione e le aggressioni che si sono verificate», afferma l’Amministrazione, che chiede di mantenere «un clima di civiltà e rispetto», rivolgendo un appello anche ai responsabili dei gruppi politici di opposizione perché collaborino a un confronto rispettoso.
In attesa del pronunciamento collegiale del 5 marzo, il Comune ribadisce la convinzione sulla bontà dell’intervento: «Pur comprendendo il dispiacere di chi non vuole vedere abbattute le piante, restiamo convinti della positività della riqualificazione della piazza, a beneficio della cittadinanza tutta. La tenuta delle piante sarebbe compromessa dai lavori sulla piazza che pur tutti auspicano».


