Milleproroghe, voto unanime per superare il divieto agli atleti diabetici nei gruppi sportivi militari
Alla Camera ordine del giorno di Mauro Berruto accolto e sottoscritto da tutti i gruppi: nel mirino la norma del 1932 che esclude gli atleti con diabete dai gruppi sportivi militari. Il caso di Anna Arnaudo e l’appello al ministro Guido Crosetto.
Voto unanime alla Camera per chiedere il superamento di una norma del 1932 che impedisce ad atlete e atleti con diabete di accedere ai gruppi sportivi militari. L’ordine del giorno al decreto Milleproroghe, presentato dal deputato Pd Mauro Berruto, è stato riformulato dal Governo e quindi sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e opposizione.
Al centro della battaglia il caso della borgarina Anna Arnaudo, mezzofondista del CUS Torino e già campionessa italiana dei 5.000 e 10.000 metri, che convive con il diabete. «È letteralmente antistorico – ha sottolineato Berruto – che una legge di quasi cento anni fa impedisca a talenti come Anna, e a tanti adolescenti, di immaginare un futuro nello sport».
Il deputato ha ricordato in Aula come 18 delle 30 medaglie olimpiche di Milano-Cortina provengano dai gruppi sportivi militari, evidenziando il ruolo decisivo di questi corpi nella crescita dell’élite sportiva italiana. «Oggi – ha aggiunto – i gruppi sportivi militari accolgono giustamente atleti con disabilità. Non si comprende perché debba restare questa discriminazione verso chi ha il diabete».
Berruto ha citato esempi di atleti di livello mondiale che convivono con la patologia, come il tennista Alexander Zverev, il team ciclistico Team Novo Nordisk e la pallavolista azzurra Alice Degradi.
Dopo una prima ipotesi di accoglimento “come raccomandazione”, giudicata insufficiente, il Governo ha proposto una riformulazione del testo, accettata dal proponente. «Un fatto piacevolmente anomalo – ha concluso Berruto – che spero sia il miglior viatico per risolvere la vicenda». Ora l’appello è rivolto al ministro della Difesa Guido Crosetto affinché il dicastero intervenga per rimuovere definitivamente la norma ritenuta discriminatoria.


