la storia
|Giulia e la “resistenza gentile” che ha “fermato le ruspe” in piazza Europa
L’attivista di S.O.S. Cedri racconta il presidio che ha bloccato l’abbattimento: “Gli alberi sono sani, lo ha ammesso anche la Giunta. Ora attendiamo con fiducia il 5 marzo”
La partita non è chiusa, anzi. La mannaia pende ancora minacciosa sulle folte chiome dei dieci maestosi Cedri dell’Atlante di piazza Europa. Ma se ancora, per il momento, non ne ha fisicamente decretato la morte, il merito è del presidio di centinaia di persone che lo scorso lunedì 23 febbraio lo ha fisicamente impedito. Quella “resistenza gentile”che ha convinto l’azienda appaltatrice, giunta all’alba con i suoi mezzi per iniziare i lavori, a fare marcia indietro poco prima di mezzogiorno.
Tra loro Giulia Galliano Sacchetto, 31enne giornalista freelance e attivista del Comitato S.O.S. Cedri che, insieme all’associazione “Di Piazza in Piazza” e a tanti cittadini ha presentato il ricorso al Consiglio di Stato a cui, il prossimo 5 marzo, spetterà il compito di dirimere la questione, in un senso o nell’altro.
Giulia, ci racconti come hai vissuto la giornata di lunedì 23 febbraio e le emozioni che hai provato?
“Come avevamo concordato nel pomeriggio di domenica, a me e ad altri spettava il presidio notturno tra la mezzanotte e le due. A quell’ora sono andata a casa a dormire per tornare il mattino dopo. Sono stata svegliata dai tanti messaggi che mi avvisavano che erano “arrivate e ruspe” e quando sono arrivata in piazza era già tutto operativo. Non ho vissuto il momento del loro arrivo, ma posso dirti che è stata una grande soddisfazione vederle andare via. Nonostante qualcuno abbia scritto di presunte tensioni, voglio smentire categoricamente: non c’è stato alcun atteggiamento aggressivo o intimidatorio. Anzi, nel pomeriggio le forze dell’ordine stesse sono venute a ringraziarci dicendoci che raramente vedono manifestanti così pacifici”.
Giulia Galliano Sacchetto intervistata dal Tg3 domenica 22 febbraioCosa rispondi ai detrattori che spesso vi descrivono come “quattro pensionati nostalgici”. Chi c’è davvero in piazza Europa?
“È vero, è un’etichetta che ci hanno dato più di una volta. Certamente i pensionati hanno il merito di poter presidiare la piazza fisicamente perché non devono timbrare un cartellino, ma la realtà è molto più variegata. Io sono una freelance, quindi posso organizzarmi il lavoro e stare lì, ma lunedì abbiamo raccolto quasi 500 firme in poche ore da persone di ogni tipo. Nonostante non ci siano più i cartelli continua ad esserci tuttora una “solidarietà del clacson” incredibile: tantissimi lavoratori che non possono fermarsi ci suonano per dirci “io non ci sono fisicamente, ma sono con voi”. Diciamo che, come predisse una mia cara amica, tante coscienze si sono svegliate nel momento in cui il pericolo è diventato imminente”.
Una delle questioni che vi sta più a cuore è quella di considerare gli alberi non come semplici elementi di arredo urbano, ma come esseri viventi. Un concetto che è entrato anche nelle aule di tribunale.
“Assolutamente sì. Siamo rimasti colpiti dalla profondità delle argomentazioni del Consiglio di Stato nell’ordinanza di ottobre. Non è scontato che un giudice metta per iscritto che non si può abbattere un albero perché è un essere vivente a tutti gli effetti. Lo stesso Consiglio ha definito il progetto del Comune “manifestamente irrazionale”. Per noi è fondamentale: non si possono ignorare i servizi ecosistemici di questi cedri in cambio di alberelli che, forse, avranno la stessa capacità tra molte decine di anni”.
Un momento del presidio di lunedì 23 febbraioL’amministrazione comunale sostiene però che la riqualificazione della piazza sia impossibile senza rimuovere i cedri. Voi cosa rispondete?
“Rispondiamo che oggi esistono metodologie che permettono interventi molto meno invasivi rispetto al passato. Il Comune non ha mai presentato perizie che provino l’impossibilità di salvarli, mentre noi abbiamo perizie asseverate che dicono il contrario. Tengo inoltre a ribadire ancora una volta che i cedri sono sanissimi e in loro non è stato riscontrato alcun tipo di malattia. E lo ha ammesso anche la giunta stessa nel corso del consiglio comunale dello scorso 11 febbraio, quello dedicato interamente a Piazza Europa, in cui loro, non noi, hanno detto che nessuno aveva mai sostenuto che i cedri fossero malati. Mi preme sottolineare questo aspetto perché ancora leggo tra i vari commenti affermazioni come ‘gli alberi sono a rischio’, ‘gli alberi non sono sani’, ‘gli alberi sono un pericolo per la sicurezza dei cittadini’. Non è così, la verità è che dalla giunta non abbiamo mai ricevuto una risposta plausibile alla domanda: “perché non si può fare la riqualificazione mantenendo i cedri?”.

Ora l’attenzione è naturalmente tutta al 5 marzo quando il Consiglio di Stato si esprimerà nuovamente e questa volta in modo definitivo. Come state vivendo questa attesa?
“Siamo ottimisti. Bisogna pensare positivo per attrarre “energie positive”, come dicono gli esperti di meditazione. Se l’ordinanza ci darà ragione, resteremo aperti al dialogo con l’amministrazione, come abbiamo sempre fatto. Esistono già progetti alternativi che integrano i cedri nella nuova piazza. Speriamo che prevalga la ragionevolezza e il rispetto per la vita di questi dieci giganti che hanno tutto il diritto di stare dove sono sempre stati”.
Piazza Europa alle 7.30 di lunedì 23 febbraio 2026


