Giovanni Crosetto al Consiglio di Cuneo: “Sì al diritto alla casa, ma no a scadenze forzate sulle Case Green”
Durante il Consiglio Comunale Aperto, l’eurodeputato Giovanni Crosetto ha criticato la direttiva UE sulle “Case Green”, proponendo neutralità tecnologica e nuovi strumenti finanziari per tutelare i proprietari ed evitare l’esclusione sociale.
Cuneo. Partecipando in presenza alla seduta straordinaria del Consiglio Comunale del 2 febbraio 2026, l’onorevole Giovanni Crosetto ha posto l’accento sulla centralità delle politiche abitative, definendo la casa come un «bene senza alternative» e un diritto fondamentale da difendere. Nel suo intervento, l’eurodeputato ha espresso forte preoccupazione per la povertà energetica, condizione che colpisce circa il 10% dei cittadini italiani ed europei, rendendo prioritario il tema dell’efficientamento degli edifici.
Il fulcro della riflessione di Crosetto ha riguardato la direttiva europea EPBD (Energy Performance of Building Directive), nota come “Case Green”. Pur condividendo l’obiettivo di azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050, l’onorevole ha criticato duramente il metodo delle «scadenze forzate» previste per il 2030 e il 2033. Secondo l’esponente dei Conservatori e Riformisti Europei, imporre classi energetiche minime rischia di mettere fuori mercato una vasta quota di immobili appartenenti a cittadini che non hanno le risorse economiche o fisiche per affrontare ristrutturazioni così onerose.
Crosetto ha rivendicato la scelta del governo Meloni di non recepire passivamente la direttiva, sottolineando che l’Italia si trova in compagnia di grandi nazioni come Francia e Germania, che parimenti non stanno rispettando i termini attuali del provvedimento.
In alternativa a un approccio giudicato troppo «ideologico», Crosetto ha proposto il principio della neutralità tecnologica, che mira a ottenere i migliori risultati ambientali con le tecnologie disponibili senza forzare i consumatori. Sul fronte economico, ha suggerito di esplorare la creazione di un «PNRR bis sulla casa» e l’utilizzo di strumenti come le cartolarizzazioni. Questi pacchetti di crediti permetterebbero alle banche di liberare nuove risorse da prestare ai cittadini per le ristrutturazioni, supportati da incentivi fiscali e una politica monetaria che abbassi i tassi d’interesse.
In conclusione, Crosetto ha ribadito la necessità di un approccio civico che parta dall’ascolto dei territori e dei comuni, rifiutando imposizioni calate dall’alto che potrebbero ledere il diritto di proprietà. «Dobbiamo incentivare, non obbligare», ha dichiarato, auspicando politiche che accompagnino i cittadini verso la transizione senza trasformarla in un fattore di penalizzazione sociale.



