Fine vita in Piemonte, Coluccio (M5S): «No a una circolare, serve una legge»
Il consigliere regionale M5S Pasquale Coluccio critica l’ipotesi di regolare il fine vita con una circolare della Giunta: «Non garantisce un diritto». Depositata una proposta di legge che recepisce le sentenze della Consulta e l’iniziativa sostenuta da 11mila piemontesi.
Una “circolare di natura operativa” non basta a garantire un diritto. È la posizione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Pasquale Coluccio, che interviene nel dibattito sul fine vita in Piemonte criticando l’orientamento della maggioranza.
Secondo Coluccio, l’ipotesi di disciplinare il suicidio medicalmente assistito attraverso una circolare o un regolamento rappresenterebbe il tentativo di chiudere rapidamente una questione complessa senza affrontarla con uno strumento adeguato. «Una legge – sostiene – va discussa e approvata dal Consiglio regionale, è modificabile solo attraverso un confronto pubblico e un voto che coinvolge tutte le forze politiche. Una circolare, invece, resta nelle mani della Giunta».
Il consigliere ricorda che oltre 11mila cittadini piemontesi avevano sottoscritto una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni, un segnale che «non può essere ignorato». Nelle scorse settimane ha quindi depositato un proprio testo che recepisce le sentenze della Corte Costituzionale e che, afferma, è pronto per essere discusso «articolo per articolo, senza bandierine».
Tra i punti evidenziati, anche la richiesta di stanziare risorse per rendere gratuiti i farmaci utilizzati nelle procedure. «Servono regole chiare, procedure strutturate e tutele che solo una legge può garantire. È il momento di assumerci le nostre responsabilità», conclude.


