Dal MIAC a N.A.H., il Consiglio approva la svolta: nasce il “Nexo Agrifood Hub”
Via libera alla trasformazione del MIAC in N.A.H. Nexo Agrifood Hub: nuovo nome, missione orientata a ricerca e innovazione, durata prorogata al 2070. La maggioranza parla di rilancio strategico, l’opposizione denuncia assenza di business plan e rischi finanziari.
Cuneo. Come Cuneo24 aveva preannunciato, il futuro del MIAC – Mercato Ingrosso Agroalimentare Cuneo cambia volto. Nella seduta del 24 febbraio 2026 il Consiglio comunale di Cuneo ha approvato la variazione di statuto che trasforma il MIAC – Mercato Ingrosso Agroalimentare Cuneo in N.A.H. Nexo Agrifood Hub Società Consortile per Azioni, segnando una discontinuità rispetto alla missione originaria legata al mercato bovino.
La proposta della Giunta guidata dalla sindaca Patrizia Manassero punta a ridefinire il ruolo della società: da gestore di infrastrutture mercatali a piattaforma di coordinamento e sviluppo per il sistema agroalimentare.
Nel nuovo oggetto sociale trovano spazio:
- coordinamento e supporto alla competitività dei soci;
- ricerca scientifica e tecnologica applicata ad agrifood, energie rinnovabili, digitale e formazione;
- trasferimento tecnologico;
- cooperazione tra imprese, università e centri di ricerca.
La gestione dei mercati all’ingrosso diventa attività collaterale. Cambia anche l’orizzonte temporale: la durata della società viene estesa dal 2050 al 31 dicembre 2070, scelta motivata dalla necessità di allineare gli ammortamenti e garantire sostenibilità nel lungo periodo. Atteso ora un piano industriale con obiettivo di pareggio di bilancio e fatturato minimo di un milione di euro.
Dai banchi dell’opposizione sono arrivate perplessità nette. Il consigliere Giancarlo Boselli (Indipendenti) ha parlato di “accanimento terapeutico” verso un ente ritenuto ormai privo di reale funzione di mercato.
Franco Civallero (Forza Italia) e Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) hanno contestato l’assenza di un business plan dettagliato prima dell’approvazione dello statuto, definendo l’oggetto sociale troppo ampio e generico. Dubbi anche sulla proroga al 2070, giudicata eccessivamente lunga e potenzialmente rischiosa per le finanze comunali.
Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) ha parlato di scelta “al buio”, evocando il rischio di impegni strutturali senza prospettive certe.
Nonostante le critiche, la delibera è passata con 20 voti favorevoli, 8 contrari e 1 astenuto. La sindaca Manassero ha chiarito che l’approvazione statutaria rappresenta un passaggio tecnico necessario per consentire al CdA di presentare il piano industriale definitivo.
Si apre così una nuova fase per l’ex MIAC: da mercato fisico a hub dell’innovazione agroalimentare. La sfida, ora, sarà tradurre le ambizioni strategiche in risultati economici concreti e misurabili per il territorio.




