Cresci Piemonte è legge: varianti urbanistiche più veloci e investimenti sopra i 5 milioni
Il Consiglio regionale del Piemonte approva “Cresci Piemonte”: tempi dimezzati per le varianti urbanistiche, criteri stringenti per gli investimenti strategici e risorse ai piccoli Comuni. La norma sarà in vigore fino al 2030 con monitoraggio periodico.
Torino. Via libera definitivo dal Consiglio regionale del Piemonte al disegno di legge “Cresci Piemonte”, il provvedimento che punta ad accelerare lo sviluppo economico attraverso la semplificazione delle procedure urbanistiche. Obiettivo dichiarato: dimezzare i tempi di approvazione delle varianti ai piani regolatori e rendere più rapido l’utilizzo dei fondi europei, statali e del PNRR.
«Abbiamo mantenuto un impegno – ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio –: diamo velocità agli investimenti e rafforziamo il ruolo della Regione come soggetto di controllo e coordinamento, non di ingerenza, nelle scelte dei Comuni».
L’assessore all’Urbanistica Marco Gallo ha sottolineato il percorso condiviso che ha portato all’approvazione del testo: «È una legge nata dal confronto con enti locali, associazioni di categoria e gruppi consiliari. Uno strumento concreto per attrarre investimenti e creare occupazione».
Nel dettaglio, per le varianti strutturali vengono ridotti fino a 30 e 45 giorni i termini delle conferenze di pianificazione. Per le varianti semplificate è prevista una procedura più rapida e coordinata, con tempi certi anche per la Valutazione Ambientale Strategica.
Un emendamento della Giunta ha inoltre fissato criteri precisi per definire gli interventi di interesse strategico regionale: investimenti privati superiori ai 5 milioni di euro, incremento occupazionale di almeno il 10% e non meno di 20 addetti, oppure almeno 100 addetti per nuovi insediamenti.
Previsto uno stanziamento di 400 mila euro per il 2026 e 500 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, con priorità ai Comuni sotto i 5.000 abitanti. Per Torino e i capoluoghi di provincia sarà attivata una cabina di regia interistituzionale per velocizzare le varianti generali ai Piani regolatori.
La norma resterà in vigore fino al 31 dicembre 2030, con monitoraggio e relazioni periodiche al Consiglio regionale.



