Carcere di Alba, Azione interroga il Governo: “Servono certezze sulla fine dei lavori”
Dopo quasi dieci anni di lavori al carcere “Giuseppe Montalto” di Alba, Azione presenta un’interrogazione parlamentare al ministro Nordio per ottenere tempi certi sulla conclusione del cantiere.
Alba. Dopo quasi dieci anni di lavori e continui rinvii, il carcere “Giuseppe Montalto” di Alba torna al centro del dibattito politico. Il partito Azione ha infatti depositato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Giustizia Carlo Nordio per fare chiarezza sullo stato dei lavori di ristrutturazione dell’istituto penitenziario.
L’iniziativa è stata presentata dagli onorevoli Fabrizio Benzoni e Daniela Ruffino, su sollecitazione del segretario provinciale di Azione Cuneo Giacomo Prandi e del segretario cittadino di Azione Alba Massimo Giachino. L’obiettivo è ottenere risposte definitive su un cantiere aperto dal 2016, anno in cui gravi casi di legionellosi portarono allo svuotamento della struttura.
Da allora, spiegano i promotori dell’interrogazione, si sono susseguiti interventi sugli impianti idrosanitari, cambi di destinazione d’uso, promesse di riapertura e continui slittamenti del cronoprogramma. Nonostante le più recenti rassicurazioni, che indicavano la consegna del padiglione principale entro dicembre 2025, anche tale termine non è stato rispettato e nel 2026 i lavori risultano ancora in corso.
“Non è accettabile che un presidio di legalità e sicurezza resti un cantiere a cielo aperto per un decennio – dichiarano Benzoni e Ruffino –. Abbiamo interrogato il ministro per ottenere un orizzonte temporale certo e definitivo. Le inefficienze dell’edilizia penitenziaria ricadono sulla dignità dei detenuti e sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria”.
Critiche arrivano anche dai vertici locali del partito. Secondo Prandi e Giachino, la vicenda del carcere albese rappresenta un caso emblematico di mancanza di programmazione e controllo nel sistema penitenziario. “Il territorio cuneese ha bisogno di risposte chiare – affermano –. Il carcere di Alba deve tornare alla piena operatività con spazi adeguati e moderni, non attraverso soluzioni provvisorie come i moduli prefabbricati”.
Con l’interrogazione, Azione chiede al Governo di chiarire formalmente le cause dei ritardi e di indicare una data certa per il completamento dei lavori, mettendo fine a un’attesa definita ormai insostenibile per il sistema giustizia e per la comunità albese.


