Viabilità pedemontana dimenticata, Calderoni: “Servono scelte chiare tra Saluzzo e Cuneo”
Mentre l’attenzione resta concentrata sull’Asti–Cuneo e sul Colle di Tenda, la viabilità pedemontana tra Saluzzese e Cuneese resta ai margini dell’agenda politica. Il consigliere regionale Mauro Calderoni chiede a Provincia e Regione una strategia condivisa per un’area chiave dell’economia cuneese.
Mentre l’attenzione mediatica continua a concentrarsi sull’ennesima inaugurazione parziale dell’autostrada Asti–Cuneo e sulle persistenti difficoltà del cantiere del Tenda Bis, la viabilità tra Saluzzese e Cuneese resta ai margini del dibattito politico e istituzionale. Una rete stradale fragile e inadeguata, segnata da anni di sottoinvestimenti nella manutenzione ordinaria e, soprattutto, dall’assenza di una strategia complessiva per i collegamenti della fascia pedemontana.
Una situazione che produce disagi quotidiani per cittadini e imprese e che rischia di tradursi in un danno strutturale per uno dei territori più produttivi della provincia di Cuneo. Le associazioni di categoria lo segnalano da tempo: chiusure e limitazioni sui principali valichi alpini, cantieri permanenti sulla rete autostradale, aumento dei costi logistici e tempi di percorrenza sempre più incerti incidono direttamente sulla competitività delle imprese e sull’organizzazione del lavoro.
Secondo il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, il tema non può più essere rinviato. «Non si parte da zero – osserva –. In passato la viabilità pedemontana era stata affrontata con maggiore determinazione». Durante la presidenza della Provincia guidata da Giovanni Quaglia, con Franco Revelli assessore, si lavorò sull’ipotesi della cosiddetta “terza via” lungo l’asse ferroviario Saluzzo–Cuneo. Successivamente, nel 2011, sotto la presidenza di Gianna Gancia e con Luca Colombatto assessore, vennero avanzate ipotesi di collegamento autostradale Pinerolo–Saluzzo–Cuneo e della Pedemontana del Monviso. Studi e proposte che oggi appaiono accantonati senza una chiara valutazione politica delle ragioni del loro abbandono.
Il quadro istituzionale attuale, secondo Calderoni, impone un’assunzione di responsabilità ancora più netta. Il Saluzzese esprime tre consiglieri provinciali su dodici – Silvano Dovetta, Ivana Casale e Roberto Baldi – mentre il Cuneese è rappresentato da Vincenzo Pellegrino, capogruppo della maggioranza nel Consiglio comunale di Cuneo. Tutti esponenti della coalizione che governa la Provincia. In Regione, l’assessore Marco Gallo detiene deleghe strategiche come Montagna e Programmazione territoriale.
«È legittimo chiedere – sottolinea Calderoni – se e come intendano farsi carico della questione della viabilità pedemontana tra Saluzzo e Cuneo». Un’area che concentra alcune delle principali realtà economiche della Granda: il primo distretto frutticolo del Piemonte, uno dei poli zootecnici più rilevanti a livello regionale e un sistema di valli alpine che negli ultimi anni ha visto crescere in modo significativo l’attrattività turistica.
Negli ultimi anni alcuni Comuni hanno avviato interventi e investimenti inseriti in una pianificazione di livello provinciale, ma per il consigliere regionale non possono bastare. «Interventi frammentati, per quanto meritori, non sostituiscono una visione sovracomunale – conclude –. Servono una regia condivisa, priorità chiare e una strategia di medio-lungo periodo che tenga insieme sviluppo economico, sicurezza, sostenibilità e qualità della vita».
Da qui l’appello a Provincia e Regione affinché assumano un ruolo attivo, promuovendo un confronto strutturato che coinvolga anche fondazioni bancarie, Camera di Commercio, Confindustria e rappresentanze economiche e sociali del territorio. «È il momento di fare squadra – conclude Calderoni – senza bandierine e senza ulteriori rinvii».


